Castel Gandolfo, il palazzo pontificio ed i giardini: un’oasi di pace

Castel Gandolfo cosa vedere

Quale momento è migliore di questo per andare a visitare le tenute pontificie di Castel Gandolfo? Vivrete momenti di pura esaltazione e puro godimento

Nei momenti bui bisogna sempre vedere gli aspetti positive, ed allora non avete mai visto alcuni musei, sia perché non avevate tempo o per la troppa folla? Questo è il momento di farlo. Pochi click, una prenotazione e via!! Verso il più puro godimento ed oltre….

Roma è una delle capitali mondiali dell’arte e della cultura, eppure i tesori vanno cercati anche altrove, come si fa in una stupenda caccia al tesoro.

Mettete Castel Gandolfo, splendida cittadina a 40 minuti di treno da Roma, mettete il papa insieme al paese e si crea una meraviglia: il Palazzo Pontificio e le Ville Pontificie di Castel Gandolfo.

Nel palazzo, concepito da Papa Urbano VIII Barberini su progetto di Carlo Maderno, luogo di villeggiatura per eccellenza dei papi, aperto al pubblico per volontà di Papa Francesco, si respira la storia del papato.

Al primo piano della villa si trovano tanti ritratti dei più importanti pontefici della storia, da Papa Giulio II, l’uomo che commissionò a Michelangelo la volta della Cappella Sistina, a papi tristemente celebri come Paolo IV Carafa, colui che istituì nel 1555 il Ghetto di Roma con la bolla Cum nimis absurdum.

Punto focale del primo piano è la vista sul Lago di Albano. La terrazza si trova davanti al celebre Monte Cavo, anticamente conosciuto come Mons Albanus, sulla cui sommità si trovava il Tempio di Iuppiter Latiaris, santuario confederale della Lega Latina, dove le antiche popolazioni poste a sud a Roma celebravano le Feriae Latinae.

Passeggiare negli appartamenti del papa

La vera emozione è passeggiare al secondo piano, negli appartamenti del papa. Sentirsi ospite di personaggi di tale levatura è un’emozione enorme, così come vivere la loro intimità, sempre alla scoperta di storie interessanti. Tale è il Miracolo della Vistola, scena rappresentata in affresco dipinto da Jan Hendryk Rosen per Papa Pio XI ed esposto in una cappella del palazzo.

La scena narra della Battaglia di Varsavia, che vide la sconfitta dell’esercito sovietico a favore dell’esercito polacco durante la guerra sovietico-polacca. Da quest’evento iniziò la disfatta totale dell’esercito sovietico della sudetta guerra. Il generale polacco Józef Haller, prima dell’offensiva, ordinò di fare un ottavario di preghiere per un successo insperato, che poi si avverò. Molti abitanti della Polonia attribuirono questa vittoria alla già citata Madonna Nera di Częstochowa. A guidare l’esercito nell’affresco vi è Ignacy Skorupka, valoroso sacerdote polacco, cappellano dell’Armata Polacca, morto a 27 anni durante la Battaglia di Varsavia.

I giardini: un’oasi di pace

Castel Gandolfo
Il giardino all’italiana delle ville pontificie di Castel Gandolfo (Foto di Marco Rossi)

La vera emozione sono i giardini, i luoghi del cuore dei pontefici, che racchiudono il palazzo e le ville pontificie. Camminare tra gli alberi frequentati da grandi personalità, come Papa Benedetto XVI, il quale soleva ritirarsi in preghiera in questo mondo di pace, vivere le emozioni dello stupendo giardino all’italiana, intravedere e gustare le architetture del criptoportico della villa costruita dall’imperatore Domiziano, sopra la quale si ergono tali costruzioni, non ha prezzo.

Ah sì, forse un prezzo ce l’ha, ma è un prezzo d’amore; un nuovo cuore, in quanto il vecchio rimarrà lì, nell’oasi fatata di Castel Gandolfo. Assicurato.

Non vi resta allora che prenotare (atto obbligatorio per i siti appartenenti del Vaticano) ed andare!!!

Marco Rossi

(Foto di copertina di MarcovelWikimedia CommonsCreative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license, altra foto dell’autore)

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