I grandi compositori francesi rivivono con Rafael Payare e Luigi Piovano

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Roma, Auditorium Parco della Musica 03 11 2016 Stagione di Musica Sinfonica Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Rafael Payare direttore Luigi Piovano violoncello ©Musacchio & Ianniello ******************************************************* NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l'avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia *******************************************************

All’Auditorium Parco della Musica i grandi compositori francesi con il Direttore Rafael Payare e il primo violoncellista Luigi Piovano.

Debussy, Saint- Saёns e Berlioz eseguiti dall’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, autori diversi per un repertorio comune

Payare, il giovane direttore venezuelano, apre il concerto con L’Isle joyeuse di Claude Debussy, sembra che balli sul podio rosso, il corpo in avanti sporto verso l’orchestra quasi a entrarci dentro. Talvolta si poggia alla balaustra in ottone e con un cenno balza avanti per l’attacco. La bacchetta nella mano destra e l’altro braccio teso come a sostenere la musica. Sette minuti intensi: si percepiscono le gocce nel mare, i voli gioiosi degli uccelli, esuberante trasmette l’amore per la sua futura moglie Emma Moyse con la quale si era rifugiato sull’isola di Jersey dove la compone nel 1904. Rafael dirige con le mani e con il corpo fino alla punta dei piedi, sembra di vedere un film, scorrono immagini e ricordi, nella mente in un crescente finale spumeggiante grazie all’orchestrazione di Bernardino Molinari.

Il Concerto n.2 per violoncello e orchestra in re minore op.119 di Camille Saint- Saёns è la seconda composizione, con la magnifica interpretazione di Piovano, in un susseguirsi da Allegro moderato e maestoso a Andante sostenuto, Allegro non troppo, Cadenza a Molto allegro impetuoso e corale. Il violoncello domina la scena. Il concerto in re minore fu dedicato al violoncellista olandese Joseph Hollman che aveva ispirato il genio di Saint- Saёns nel comporre un Concerto così difficile da eseguire e di grande impegno, splendidamente interpretato da Piovano.

Il pubblico entusiasta acclama il bis, un altro regalo, prezioso, di Piovano “Le Cygne” di Saint Saёns con un arrangiamento del violoncellista di prima fila Francesco Di Donna. Struggente, sensibile e romantico, mi ha commosso nella sua intimità più profonda, il finale sospeso come un volo libero mi ha sedotto nella sua maestà. C’era un silenzio magico che si è percepito, un’attenzione quasi una religiosità.

La seconda parte del concerto di Hector Berlioz con La sinfonia fantastica op.14 sospirata, la parte iniziale dei due concerti aveva creato un’attesa lasciando lo spettatore ansioso di ascoltarla. Ho amato molto Un Bal Valse: Allegro ma non troppo, la Marche au supplice e il gran finale Songe d’une nuit du Sabbat. Nel complesso si percepisce in ogni movimento l’amore non ricambiato, di Berlioz per l’attrice irlandese Harriet Smithson. Composta tra il 1829 e 1830 otterrà la mano della attrice dopo grandi sofferenze”Questo mondo immaginario (ce monde fantastique) fa ancora parte di me, ed è cresciuto grazie all’aggiunta di tutte le nuove impressioni sperimentate man mano che procede la vita; è diventata una vera malattia. Qualche volta riesco appena a sopportare questo dolore fisico e mentale […] Ho trovato soltanto una maniera di soddisfare completamente quest’immensa fame d’emozioni, e questa è la musica”. Solo dopo che lei assistette ad una esecuzione nel 1832 “Eh bien, Berlioz, Je vous aime”, sposandolo l’anno successivo.

Intervista a Luigi Piovano:

Luigi Piovano primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia ha una grande carriera alle spalle, dopo la vincita del concorso internazionale a Santa Cecilia nel ’99 a girato il mondo suonando negli Auditorium più famosi. Questa volta affiancato al giovane Direttore d’Orchestra Payare con il quale c’è stato subito una sintonia magica che è stata trasmessa al pubblico in sala che ha accolto con attenzione questa magia insolita che si è creata.

“Il programma è stato pensato con Rafael Payare il Direttore, la scelta di compositori diversi è stata fatta con la volontà di creare un percorso e chiudere un cerchio, il primo brano, L’Isle joyeuse di Debussy è un’overture, il secondo il Concerto n.2 di Saint- Saёns è la parte centrale mentre nella seconda parte la Sinfonia Fantastica di Berlioz si trova la conclusione della parte iniziale. Erano molto ben collegati,” commenta Piovano “abbiamo corso due rischi perché il primo pezzo nasce per pianoforte e poi c’è una versione orchestrale mentre il secondo quello che ho suonato io è un pezzo rarissimo da sentire, Saint- Saёns l’ha scritta velocemente, dedicata a un violoncellista olandese (Hollman) che l’ha suonata tre anni dopo nel 1905. Si tratta di un concerto molto difficile, ha avuto la necessità di scriverlo su due pentagrammi come se fosse un concerto per pianoforte: è complicatissimo. In questo concerto ci devi entrare dentro un po’ alla volta è come se avesse dei lucchetti da aprire, l’ho inciso dieci anni fa con Piero Bellucci il grande Direttore d’orchestra poi l’ho risuonato ed ho scoperto altro, l’ho anche diretto nella Sinfonica Abruzzese senza direttore dove l’ho approfondito ulteriormente. Rimane sempre la voglia di riascoltarlo perché c’è qualcosa che non è possibile percepire la prima volta”.

santa cecilia auditorium

 

Mercoledì 16 novembre 2016 Piovano sarà di nuovo sul palco dell’ Auditorium Parco della Musica con  Alexander Lonquich al pianoforte e il quartetto di Schumann in streaming.

Sara Cacciarini

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