The Black’s Tales Tour dal 2 al 4 febbraio al Teatro Argot Studio

The Black's Tales Tour dal 2 al 4 febbraio al Teatro Argot Studio

The Black’s Tales Tour è uno spettacolo in cui cinque fiabe classiche (la Sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La Regina delle Nevi e Cenerentola) vengono spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria e presentate in tutta la verità della loro versione autentica.

Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure. Le icone delle fiabe pian piano si sgretolano, fino a diventare la realtà stessa, la più feroce, la più fallimentare. Una sorta di horror che vuole far paura per esorcizzare la paura stessa: quella di chi scrive, quella di chi vive. Completano lo spettacolo le musiche originali del musicista pugliese Tommaso Qzerty Danisi, che ipnotizzano lo spettatore accompagnandolo in una dimensione a metà tra l’onirico e il reale.

Scritto, diretto e interpretato da Licia Lanera, sound designer Tommaso Qzerty Danisi, scenografia Giorgio Calabrese costumi Sara Cantarone, light designer Martin Emanuel Palma, regista assistente Danilo Giuva.

Spettacolo realizzato con il sostegno di Residenza IDRA e Teatro AKROPOLIS nell’ambito del progetto CURA 2017 e di Contemporanea Festival/Teatro Metastasio 2016.

The Black’s Tales Tour ha debuttato a giugno al Festival delle Colline Torinesi e ha viaggiato poi con successo per tutta Italia.

Venerdì 2 febbraio 2018 il Teatro Argot Studio ospiterà l’attesissimo debutto romano. Afferma Lanera:

“Arriva un tempo che è quello della notte. Arriva un tempo in cui dal tuo letto escono draghi e sirene, vecchie dal naso adunco e giovani spose, principi azzurri e maghi, gatti parlanti e serpi mozzate. Arriva un tempo che è pericoloso per chi non dorme, perché i pensieri si affastellano e strane creature ti vengono a trovare. Per me, che soffro d’insonnia, tutte le notti arriva un tempo magico e inquieto e questo tempo, per una sera, voglio condividerlo con gli spettatori. Travestita da icona pop, prendo in giro me stessa: la star. La star decomposta, la reginetta depressa. Arriva un tempo in cui racconto fiabe, o quello che ne resta, a suon di musica elettronica. Arriva un tempo in cui le fiabe che conosci da sempre sono una scusa per dire di te. E dici ciò che mai, altrimenti, avresti avuto il coraggio di dire”.

Rassegna stampa parziale

Tra horror, splatter e dinamiche da videoclip, le donne raccontate da Licia Lanera sono eroine fragili e umorali, ben lontane dagli stereotipi di perfezione propinatici nelle versioni mainstream delle fiabe. E a guardarla aggirarsi sul palco, le movenze incalzanti di una pop-star dal cipiglio pericoloso, le labbra spalancate sul microfono quasi divorato, poi portato addosso, appoggiato alla gola, per far sentire le vibrazioni di quella macchina instancabile e fiera che è la sua anatomia, viene da abbandonarsi alla scossa tellurica di emozioni, sentendosene quasi minacciati.

Valentina De Simone – Che teatro fa, Repubblica.it

Più che nel gesto, è nella voce e poi nel canto che si concentra il lavoro attoriale esplicitato attraverso un’equilibrata sintesi drammaturgica nata dalla riscrittura inedita e personale di ciascuna fiaba, unita a risate, grida, biascichi, sussurri. Lanera dà prova di sensibile introspezione, di essere riuscita a scendere nel fondo macabro di ciascuno dei racconti cogliendone quella crudeltà che è cifra popolare e dunque rituale.

Lucia Medri – Teatro e Critica

Ci siamo dimenticati di avere paura del buio, e che quella paura è importante e necessaria. Lanera ce lo ricorda, per questo nel buio ci sta anche per noi. Entra in scena con un body di pelle nera, la sua voce accarezza il nostro udito, il microfono ne amplifica le pieghe e le striature, a tratti è quasi una voce da bambina, altre volte si fa conturbante e ottudente. Questa figura sembra stare in piedi su un cubo da discoteca e ci informa di non riuscire più a dormire. […] Nelle fiabe scelte si annida quella crudeltà dei bambini capace di dirci come stanno le cose, queste fiabe non ci fanno da specchio ma da doppio, un “come potrebbe essere” che non vogliamo più ascoltare perché sappiamo di poterci trovare qualcosa di vero e tremendo.

Lorenzo Donati – Altrevelocità

La prova strepitosa che Licia Lanera fornisce in sintonia con la straordinariamente puntuale colonna sonora elettronica di Tommaso Qzerty Danisi: non si tratta solo di una delle più intense e coinvolgenti prove d’attrice degli ultimi anni, ma anche, e soprattutto, di una vera e propria scrittura scenica, addirittura, in certe sequenze, più importante del testo a monte.

Enrico Fiore – Controscena

Teatro Argot Studio

Via Natale Del Grande, 27 | 00153 Roma

tel. 06/5898111 Orario spettacoli:

dal martedì al sabato ore 20.30 domenica ore 17.30

Prezzo biglietti: intero 12 euro

ridotto 10 euro

studenti 8 euro

tessera associativa 5 euro

Info e prenotazioni: www.teatroargotstudio.com e info@teatroargotstudio.com

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