Psychosis 4.48 al Palladium: il testamento di Sarah Kane

4.48 Psychosis - Sinfonia per voce sola

Psychosis 4.48 è un’esperienza artistica profonda e incisiva.

Nulla è come prima dopo la visione dell’opera di Sarah Kane, un testamento della sua condizione esistenziale che pone realmente fine alla sua vita terrena.

Sarah Kane è stata una scrittrice e drammaturga britannica. Autrice di cinque testi teatrali, tutti molto controversi per i temi trattati, combatté a lungo con la depressione, che fu la causa della sua morte per suicidio nel 1999.

Il monologo, interpretato medianicamente dalla bravissima Mariateresa Pascale per la regia di Enrico Frattaroli è stato prodotto da NEROLUCE / FLORIAN METATEATRO; in prima assoluta è stato rappresentato lo scorso venerdì 19 al Teatro Palladium, appartenente alla Fondazione Roma Tre.

4.48 PSYCHOSIS reca un sottotitolo che esplica la caratteristica della trasposizione teatrale del testo: in forma di “sinfonia per voce sola”, una messa in concerto di un testamento visionario e sofferto, una lacerata discussione con i fantasmi della psicosi depressiva.

La musica dei suoi versi è pensata in risonanza con le musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey. In scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della sua scrittura, proiettata in un’apocalisse di parole lapidarie sullo sfondo: un flusso di immagini tratte dalla disposizione grafica del testo, o ad essa ispirate, si attengono al poema.

Scriverlo mi ha uccisa, annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata a Mal Kenyon, la sua agente letteraria, il giorno del suo suicidio.

Sarah-Kane 4.48 Psychosis teatro palladium

Il suo ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico. Una scrittura delirante e ipnotica, dalla struttura ecolalica e densa.

La musica di Mahler rivolge l’addio sui pentagrammi vuoti delle pagine manoscritte dell’Adagissimo; ventisette misure i cui pianissimo conducono la Nona Sinfonia alle soglie del silenzio e che qui si intonano con le parti più liriche del poema, mentre le composizioni indie rock di P. J. Harvey sottolineano i passi più crudi e dissacranti.

Non la musica soltanto è chiamata a fare parte della concertazione. Un flusso di immagini tratte dalla disposizione grafica del testo, o ad essa ispirate, si attengono al poema seguendo le variazioni ritmiche dell’intera partitura verbale e musicale. Parole che rimandano a diagnosi mediche, prescrizioni di farmaci, descrizioni di luoghi dalla inquietante decadenza.

Il regista entra poi in scena, nel momento di sospensione del pensiero, nel ruolo dello psichiatra-demiurgo rivolgendosi all’attrice che replica la sua disperata rabbia fredda, un dolore talmente acuto da sembrare quasi un preludio di speranza. A chi nutre diffidenza o peggio denigrazione per la scrittura della Kane consiglio vivamente quest’opera perchè è nella sua fatica finale, e mortale, che è possibile comprendere il gioco macabro della sua provocazione, l’uso della parola come chiave inferica per rievocare gli incubi dell’Es.

E non si può liquidare semplicisticamente come un’icona del pulp una voce letteraria che sa interpretare il lirismo della disgregazione dell’Io nella forma e nella sostanza. Non c’è medicina a curare le nebbie, gli odori, i sapori inquinati dalle blatte che invadono la stanza buia.

Sarah Kane

La Kane di Psychosis è completamente diversa dagli scritti precedenti, ormai uno spirito fiaccato dalla febbre delle visioni, dalla contemplazione dell’umanità marcescente. Prende alla gola il tentativo d’amare e essere amata ed è la chiave di comprensione di un pensiero formalmente distorto e patologico. Nulla è come prima, e nessuno può dichiararsi fuori dalla ragnatela. Forse è proprio il suo gesto sacrificale, rituale ed estremo ad averci liberato dalle nostre ossessioni.

4.48 PSYCHOSIS 

in forma di “sinfonia per voce sola”

di Enrico FRATTAROLI

con Mariateresa PASCALE

elaborazioni musicali, video, scena e regia di Enrico FRATTAROLI

voce soprano in audio Patrizia POLIA

responsabili tecnici Renato BARATTUCCI, Edoardo DE PICCOLI

assistente alla regia Giorgia SDEI

cura Giulia BASEL

produzione NEROLUCE / FLORIAN METATEATRO

www.enricofrattaroli.eu

www.florianteatro.com

 

Antonella Rizzo

Antonella Rizzo
Poetessa, scrittrice, performer, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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