#Loro al Cometa Off sbrana il pubblico con sentimento

#Loro al Cometa Off sbrana il pubblico con sentimento
#Loro al Cometa Off sbrana il pubblico con sentimento

#Loro è a metà tra un percorso sulle ragioni dell’odio e un carosello di modi per diffonderlo

Roma || #Loro è lo spettacolo finale del corso di teatro del MaTeMù, centro d’aggregazione giovanile dell’onlus CIES, in collaborazione con la compagnia LABIT. Nonostante non sia portato sul palco da attori professionisti, la maggior parte dei quali comunque ventenni, la regia di Gabriele Linari e un approccio collettivo alla scrittura fanno di #Loro una messinscena molto sentita e apprezzata. Sul palco Janet Ferramo, Jaclin Gallo, Salima Khan, Ailen Mecchia, Janette Isabel Mecchia, Carlotta Petruccioli, Sofia Pittaccio, Claudio Pomponi.

#Loro è tornato al Teatro Cometa Off dal 14 al 17 dicembre, dopo aver già debuttato a giugno. La struttura dello spettacolo è intrigante: un carosello di episodi come uno svolgimento di più flussi di coscienza durante una riunione di otto adolescenti. Come dice il titolo, una differenza, un senso di appartenenza opposto ad un altro, aleggia nella stanza. C’è un ‘noi’ e c’è un ‘loro’. Da un lato ciascun ragazzo, dall’altro la persona che direttamente vi siede accanto, la gente, il soggetto sconosciuto contro cui rivolgere ogni rancore. A unire queste due distanze sono i social network, terra di haters, di voci senza volto, le cui strategie di disinformazione e attacco sono argutamente mostrate sul palco.

Uno di questi giorni prenderemo qualcuno e lo sbraneremo

#Loro è dunque una fenomenologia dell’odio, quello scaturito dal vuoto di ogni individuo, pronto a sprigionarsi incondizionatamente. I comportamenti apparentemente rapsodici di ogni personaggio diventano lo specchio di una violenza latente nel quotidiano. C’è spessore e originalità. Una ventata di fresco innestata da attori non professionisti, trattati e trattabili, nella maggior parte dei casi, come promettenti professionisti. È il sentimento alla base del lavoro dei giovani del MaTeMù, come di chi li ha sostenuti nel percorso, a restare nella memoria come la qualità più grande e rara dell’intero spettacolo.

Gabriele Di Donfrancesco
@GabriDDC

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