Walter Veltroni alla ricerca del padre e di un’Italia perduta

ciao walter veltroni

“Ciao”, in prima nazionale al Teatro della Pergola di Firenze fino al 2 aprile, con la regia di Piero Maccarinelli, interpretato da Massimo Ghini e Francesco Bonomo.

Un incontro impossibile e forse non solo perché i due protagonisti non potranno incontrarsi mai da un punto di vista temporale. Ciao, lo spettacolo di Walter Veltroni tratto dal suo libro, è la storia di un incontro fantastico tra un padre, morto giovane negli anni Cinquanta, e un figlio sessantenne, che non è mai riuscito a riempire quel vuoto.

Uno spettacolo che parla di un tema universale, della ricerca delle proprie radici, dell’esigenza di conoscere da dove veniamo per capire dove dobbiamo andare. D’altra parte il senso di ogni storia si comprende solo leggendola quando è finita ed è quello che questo padre e questo figlio cercano di fare. Si incontrano, si parlano, si confrontano. Sono due sconosciuti, eppure tra di loro c’è un legame fortissimo.

Sono figli di epoche diverse, di due Italie diverse, il figlio ha più dubbi che certezze; quell’assenza lo ha segnato. Quello che avrebbe potuto essere prende il sopravvento su quello che è stato.

“Ciao” è un percorso di autoanalisi personale e politica di una storia che conosco – racconta Massimo Ghini – io e Walter Veltroni siamo cresciuti insieme perché andavamo a scuola nello stesso liceo di Roma, abbiamo condiviso l’impegno politico, conosco la vicenda raccontata nel libro e la ritrovo nella mia: i miei genitori si separarono che ero piccolo, poi papà morì altrettanto giovane. Quando è uscito, gli ho raccontato d’averlo letto con molta fatica, non per come era scritto, ma perché mi emozionavo: ci ho messo molto a finirlo”.

ciao walter veltroni

Walter Veltroni racconta in “Ciao” l’incontro impossibile con il padre Vittorio, famoso giornalista radio e televisivo, direttore del Tg1, che portò alla notorietà Mike Bongiorno. Un padre ingombrante, anche nel ricordo, che ha lasciato un vuoto enorme con la sua scomparsa prematura.

Walter Veltroni è interpretato da Massimo Ghini, il padre dal più giovane Francesco Bonomo. Ma il gioco è anche questo: i personaggi sono fotografati in due momenti diversi della propria vita. Il padre di Walter era più giovane di lui al momento in cui si svolge il dialogo fantastico, arricchito da filmati storici dell’Istituto Luce, per farci ricordare la storia del nostro Paese. E qui è facile vedere anche un richiamo alle occasioni perdute, di una famiglia, ma forse di un’Italia, che non ha saputo progredire, ma è rimasta ancorata a un’epoca felice che non è stata replicata.

Le scene e i costumi sono di Maurizio Balò, le luci di Umile Vainieri. Una produzione Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con Q Academy.

Lo spettacolo resterà al Teatro della Pergola di Firenze fino al 2 aprile; sarà poi al Teatro Franco Parenti di Milano dal 19 al 30 aprile.

Silvia Gambi

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