A.A.A. Cercasi Amore, in scena il musical sulle relazioni negli anni zero

musical roma

Il Teatro Porta Portese ha ospitato dal 10 al 13 maggio 2018 il musical A.A.A. Cercasi Amore.

Grazie all’adattamento italiano curato da Alessia Tona, Ilaria Gianani e Gianfranco Vergoni è arrivato per la prima volta in Italia questo musical americano scritto dagli autori di Friends David Crane e Marta Kauffman insieme con Seth Friedman.

La MotusArti è la compagnia di musical nata nel 2008 che ha ottenuto i diritti ufficiali di traduzione della messa in scena.

Potevamo farne a meno.

Personalmente trovo i musical insopportabili. Non capisco per quale ragione si debba comunicare sulla scena teatrale cantando e ballando invece di recitare. Non capisco perché le donne debbano essere vestite con abiti anni ’50, forse per mostrare meglio le gambe. Non lo so.

Li trovo imbarazzanti.

Questa mia personale presa di posizione non deponeva a favore della serata. La bravura dei sei attori Valentina Naselli, Alessia Tona, Roberto Colombo, Luca Notari, Irene Cedroni, Matteo Guma. Le musiche e i testi delle canzoni curati e cantati molto bene. L’ambiente piacevole del teatro Porta Portese. Tutto ciò mi ha convinto a guardare allo spettacolo con occhio più indulgente.

Il problema però è la trama: del tutto inesistente.

Lo spettacolo vorrebbe raccontare l’amore ai tempi degli annunci sul web. Negli anni in cui cerchiamo tutto su internet (dal numero di un idraulico a come si cucinano le polpette) ci siamo ritrovati a cercare in questo non luogo anche l’amore. Affidando ad annunci su app per smartphone, chat e video le nostre speranze di trovare la persona “giusta”.

Quello che non va in questo spettacolo – oltre al fatto di essere un musical ovviamente – è l’assoluta sparizione della trama. Non c’è.

Si potrebbe benissimo vedere un qualsiasi pezzo dello spettacolo senza rischiare di non capirlo. Lo spettacolo è infatti un’accozzaglia di sketch e gag che fanno sorridere. Ridere no, non si ride. Si sghignazza, si sogghigna, si sorride, ma non si ride.

Più che uno spettacolo sembra di vedere un decalogo di situazioni che prima o poi almeno una volta nella vita tutti viviamo.

Il partner manipolatore che ci trasforma a suo piacimento. I fantasmi delle ex che molti si portano dietro. Le mamme che sanno chi è e chi non è l’uomo giusto per noi. La timidezza e l’inesperienza che ci bloccano rendendoci pessimi latin lover.

Le premesse potevano essere buonine, ma l’assoluta inconsistenza dello spettacolo ha reso tutti gli sforzi vani.

Temo che il problema sia a monte. Credo che il problema sia stata la scrittura del testo americano.

Le traduzioni delle canzoni, i testi e la recitazione del gruppo MotusArti infatti non sono affatto male! Quindi un applauso a questo gruppo di impavidi artisti italiani e speriamo che riusciranno a portare presto in scena testi migliori che li sappiano valorizzare!

Francesca Blasi

Sono nata a Roma nel 1988. Mi sono laureata in storia dell'arte contemporanea presso l'università La Sapienza di Roma. Alla triennale ho elaborato una tesi sull'arte antifascista e alla magistrale ho fatto una ricerca sull'uso del pixel nelle arti visive. Amo la fotografia, hobby che pratico, il cinema, la lettura e la musica.

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