I Carmina Burana al teatro di Ostia Antica: un’opera tutta al femminile

Carmina Burana

All’interno della rassegna “il mito e il sogno”, il 27 luglio è stata riprodotta la famosa opera di Carl Orff.

È fuori discussione: assistere all’opera Carmina Burana immersi in una raffinata cornice storica, sotto un cielo estivo che mai come quest’anno ci dona poca pioggia ma anche moltissime serate all’aperto, è un’esperienza da provare assolutamente una volta nella vita.

Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis.

Il titolo completo è per chi ama essere preciso… sempre!
Anche i non amanti del genere non possono non aver provato dei brividi almeno una volta durante la loro esistenza ascoltando O Fortuna. Il brano tratto dall’opera in questione utilizzato spesse volte in ambito cinematografico. Io personalmente da bambino sono entrato a contatto con questo brano grazie al Dangerous Tour di Michael Jackson. La pop star americana, durante tutte le tappe, precedeva il suo ingresso con un filmato intitolato Brace Yourself in cui si presentava al mondo accompagnato dalle note del succitato brano nonchè incipit di tutti i Carmina Burana.

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Il plurale non è un errore.

Si tratta infatti di un insieme di testi poetici medievali scritti in lingua latina tra l’XI e il XII secolo da amanuensi che, per l’occasione, musicarono anche alcuni di essi. Non tutti a quanto è dato sapere oggi. Solamente 47 di loro sembra fossero stati completati in tal senso. Ecco dunque che nel 1937 il compositore Carl Orff decise di musicarne alcuni creando così un’opera omonia: Carmina Burana.

Nel 1942 ci fu l’esordio italiano per quella che ad oggi è sicuramente la più famosa opera musicale colta novecentesca familiare a tutti.

Non segue una trama precisa, ma parte della struttura della composizione, si basa sul concetto del giro della Ruota della fortuna. Sulla prima pagina della raccolta dei poemi è rappresentata infatti la ruota con quattro frasi posizionate intorno. Un concerto per pianoforti, percussioni, voci e coro quello andato in scena al teatro di Ostia. Affidata alla direzione artistica di Tina Belli e magistralmente diretta da  Giovanni Cernicchiaro (anche  squisito presentatore di fine serata), Carmina Burana ha visto la presenza di quattro diversi cori: Corale Polifonica Città Di Anzio, Coro Ottava Nota A.C.R., Coro Arkè, Coro Monteverdi, Coro Giuseppe Verdi.

Un elevato numero di coristi, fulcro predoninante in quasi tutti i canti eseguiti.

Meravigliose poi le esibizioni dei tre solisti Keiko Morikawa (soprano), Antonello Dorigo (tenore) e Massimo di Stefano (baritono) che si alternavano sul palco in esibizioni di grandissima intensità emotiva. Ad accompagnare il tutto degli splendidi musicisti: Paola Selci e Massimo Salvatore (pianisti) Andrea Montori, Giuseppe Salvagni, Daniele Sanna e Pierluigi Zago (percussionisti).

A suggellare la bellezza dell’esibizione le coinvolgenti alchimie di fuoco di Lucie Igniferi. 

Tantissimi i rimandi al mondo femminile all’interno dei Carmina Burana.

Come spiegato all fine della serata, prima di eseguire il bis di O Fortuna, il direttore Giovanni Cernicchiaro ha illustrato come ci siano moltissimi omaggi a personaggi femminili all’interno dei canti (primavera, fortuna…). Un’ opera dunque che, almeno nella parte musicata da Orff, si tinge di rosa donando quel tocco di regalità unito alla bellezza della serata baciata da un leggero vento rinfrescante. Un dono elargito evidentemente dalla “dea bendata ” che ha regalato ai tanti spettatori accorsi una serata di grandissime emozioni.

Emiliano Gambelli

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