“Ho bisogno di ballare!”. Così il piccolo Billy conquista il Sistina

Massimo Romeo Piparo
Foto di Antonio Agostini

Billy Elliot- Il musical, regia di Massimo Romeo Piparo, ritorna al teatro Sistina di Roma fino al 22 aprile. E con la prima dello spettacolo, il Sistina festeggia le 1000 alzate di sipario.

Dalla sua prima apparizione sullo schermo – avvenuta nel lontano 2000 – Billy Elliot è diventato un modello di riferimento. Non solo per i giovani aspiranti ballerini che temono di essere ridicolizzati a causa della loro passione per la danza. Ma anche per chiunque abbia un grande sogno nel cassetto e lotti per vederlo diventare realtà. Non deve sorprenderci, allora, se il successo della pellicola cinematografica si è riversato sul musical londinese del 2005, vincitore di quattro Laurence Olivier Awards e di dieci Tony Awards, e poi su quello italiano adattato e diretto da Massimo Romeo Piparo.

Billy Elliot- il musical ha visto la luce nel 2015 e torna tre anni dopo per essere nuovamente accolto calorosamente dal pubblico italiano. Dopo essere stato al teatro Arcimboldi di Milano, il musical è tornato a casa, ovvero sul palco del Sistina, dove rimarrà fino al 22 aprile. Dopo, partirà per il tour italiano.

Noi abbiamo partecipato alla prima e abbiamo avuto l’occasione di assistere ai festeggiamenti del teatro per le sue 1000 alzate di sipario.

A presentare la serata è stato niente di meno che Pippo Baudo. Una volta invitati sul palco Piparo e gli attori che hanno contribuito alla presente e passate stagioni del teatro, dopo i brevi interventi di rito, è stata anche spenta una candelina di buon augurio.

E poi, annunciato dalle voci dei bambini protagonisti, ha avuto inizio la storia emozionante di Billy Elliot.

La scenografia è maestosa, grande, piena di effetti speciali. Le canzoni, suonate dal vivo dall’orchestra diretta da Emanuele Friello, sono tutte orecchiabili e coinvolgenti. Le interpretazioni sono convincenti, ma su tutti spiccano per bravura il giovanissimo Matteo Valentini, nel ruolo di Michael, l’amico omosessuale di Billy, e Cristina Noci che veste i panni della nonna. Intenso anche Luca Biagini, voce nota del doppiaggio italiano e interprete del padre di Billy. Un’altra menzione speciale va a Sabrina Marciano che dà alla sua Mrs Wilkinson il giusto equilibrio tra una visione cinica della realtà e una più romantica.

Tancredi Di Marco, ha preso il posto di Alessandro Frola come Billy Elliot e si fa notare per la pulizia e la grazia dei suoi movimenti. Nel passo a due sull’ouverture de Il Lago dei Cigni in cui balla insieme a Giuseppe Inga, ovvero il Billy adulto, il giovane Di Marco non sfigura affatto, anzi. La scena in questione è anche uno dei momenti più emozionanti di tutto il musical. Sarà la suggestiva musica di Tchaikovsky, o la bravura degli interpreti, o l’idea romantica di incontrare e ballare con la tua immagine del futuro.

 

Altro momento memorabile è quello in cui il racconto delle lotte dei minatori scioperanti si intreccia alle lezioni di Billy nella scuola di danza.

A tempo di musica, ballano e cantano poliziotti, lavoratori, Mrs Wilkinson, Billy e le allieve della scuola (interpretate dalle studentesse dell’accademia il Sistina). Sul palco si incontrano così due realtà distanti. Da una parte abbiamo quella cruda, violenta, piena di ingiustizie. Dall’altra, il mondo dell’arte, che pur non mancando di concretezza, sembra quasi sospeso poiché si nutre di bellezza e di emozioni, esaltandole, non soffocandole. Sono due universi vicini, non paralleli perché si intersecano tra di loro, ma di certo non si comprendono facilmente. Ce lo dimostrano i continui contrasti tra Mr Elliot e l’insegnante di danza, tra Billy e il fratello sulla possibilità che continui a ballare o no.

Billy Elliot è la classica storia di un giovane alla ricerca del proprio posto nel mondo e della realizzazione del suo talento.

E sarà proprio questo aspetto così tradizionale della storia ad affascinare il pubblico. D’altra parte, tutti abbiamo affrontato, stiamo affrontando o affronteremo il passaggio dal mondo dell’infanzia all’età adulta. E tutti abbiamo avuto dei sogni o dei desideri da realizzare. Storie come quella di Billy Elliott ci danno speranza e voglia di renderli possibili. La musica, la danza e il teatro ci consegnano questo messaggio attraverso linguaggi diversi, ma ugualmente potenti. Il risultato è una serata piena di magia e di emozioni. Proprio quella che ti aspetti quando vai a vedere un musical!

 

Federica Crisci

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