Tra Eva e Maria. Secoli e stereotipi sul femminile nel Medioevo
“La natura ha dato alle donne un tale potere che la legge ha giustamente deciso di dargliene poco”. Samuel Johnson
Eva è nata dalla costola di Adamo e la forma ricurva dell’osso ne rivelava la natura inaffidabile: sotto la bellezza delle carni, essa contiene sangue e feci ripugnanti ed è per sua stessa indole pronta a ferire in un abbraccio subdolo. In realtà le viscere delle donne contengono i medesimi umori maschili, materiali di scarto e decomposizione, ma le donne sono ancora più imperfette, perché uterine, umide, umorali. Custodirle è dovere del maschio, per preservare la propria integrità e non abbandonare le compagne fra le fauci del serpente con cui già furono in sodalizio.
Tutte le donne, invece sono figlie di Eva, eredi del suo peccato primigenio da cui solo la Vergine è salva, e, in particolare, tutte le streghe ne sono le discendenti più pericolose, inclini a sovvertire l’ordine delle cose di un mondo declinato al maschile.
Il Figlio di Dio si è fatto uomo per mezzo della Vergine, affinché la disobbedienza provocata dal serpente fosse annullata attraverso la stessa vita per la quale prese inizio. Come infatti Eva, che era vergine e incorrotta, dopo aver accolto la parola del serpente, partorì disobbedienza e morte, allo stesso modo Maria, la Vergine, avendo ricevuto dall’Angelo Gabriele il buon annuncio che lo Spirito Santo sarebbe disceso su di lei e che la potenza dell’Altissimo l’avrebbe adombrata, concepì fede e gioia, per cui il nato da lei sarebbe stato il Figlio di Dio. (Giustino, Dialogo con Trifone)
Cristo è il nuovo Adamo, e Maria la nuova Eva, entrambi artefici di una nuova alleanza con Dio, collaboratori alla pari per l’umanità, alleati con l’arcangelo Gabriele protagonista dell’Annunciazione, episodio che rovescia il falso verbo proferito dal diavolo nel giardino dell’Eden.
Come Eva, la quale, pur avendo come marito Adamo, era ancora vergine… disobbedendo divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, allo stesso modo Maria, che, pur avendo lo sposo, era ancora vergine, obbedendo divenne causa di salvezza per sé e per l’intero genere umano… Così dunque il processo della disobbedienza di Eva trovò la soluzione grazie all’obbedienza di Maria. Ciò che Eva aveva legato a causa della sua incredulità, Maria lo ha sciolto mediante la sua fede. (Ireneo, Adversus Haereses)


