Ricordando Pasolini, 40 anni dopo la morte

“Un ricordo del grande Pier Paolo Pasolini nel giorno dell’anniversario della sua morte”

Parlare di Pier Paolo Pasolini non è sicuramente facile. Come tutti sappiamo, si tratta di un’artista scomodo (era poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista ed editorialista), una persona particolare, portatrice di idee che segnarono un’epoca.
In alcuni suoi celebri romanzi come: Ragazzi di Vita o Una vita violenta Pasolini racconta con estrema verità la vita difficile dei ragazzi delle borgate romane, persone che sembrano essere nate non per vivere ma solo per sopravvivere, in delle realtà ed in alcuni contesti che ancora oggi possiamo rivivere non solo a Roma ma in tutte le periferie delle grandi città. Potremmo definirlo il poeta della realtà, una sorta di Caravaggio dei tempi moderni.
Spirito ribelle, attento agli ideali della sua epoca (è stato uno dei simboli della rivoluzione sessantottina), era una persona sicuramente complessa. Vincenzo Cerami, grande scrittore, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano, ricordò il suo incontro con Pier Paolo Pasolini alle scuole medie (fu uno dei suoi professori) come decisivo per la sua poetica e la sua vita, e raccontò sempre di come rimase affascinato da tale figura.
Nel suo capolavoro cinematografico,  Il Vangelo secondo Matteo (1964), racconta l’intera vita di Gesù Cristo dall’Annunciazione alla Resurrezione senza mai cadere in facili dogmatismi, ma con il peso opprimente del dolore. Cristo è ritratto in maniera più umana che divina, come una persona che combatte contro le ingiustizie del mondo. È lo specchio dell’anima di Pier Paolo Pasolini, degli ideali che s’andavano sviluppando in quegli anni.
Personalità contrastata, chiacchierata e non amata, la morte lo colse in maniera misteriosa e tuttora non del tutto chiarita il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Dopo 40 anni ancora non vi è certezza assoluta su come si sia svolta questa tragica vicenda. Si tratta di uno di quei misteri tipicamente italiani, del quale forse non sapremo mai nulla.
Sui fatti che seguirono la sua morte si è basato un bellissimo film: Pasolini, un delitto italiano (1995), scritto da Stefano Rulli, Sandro Petraglia e Marco Tullio Giordana, che curò anche la regia, con le meravigliose musiche di Ennio Morricone ed un ottimo cast, dove compaiono tra gli altri Nicoletta Braschi nel ruolo della cugina Graziella e Giulio Scarpati nel ruolo dell’avvocato di parte civile Nino Marazzita.
Non mancheranno nella Capitale moltissimi eventi culturali e sportivi per commemorarlo, un assaggio qui se volete partecipare!
Marco Rossi

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui