Hong Kong ora: le proteste e il movimento democratico

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Miei cari amici da tutto il mondo, per favore non restate indifferenti”. Era questo il messaggio di un amico, il cui nome, data la situazione, devo celare. Nato e cresciuto a Hong Kong, ora studia nel Regno Unito dove, tempo fa, ci siamo conosciuti. Il suo paese sta vivendo da mesi il tormentoso preludio di quella che potrebbe diventare una vera guerra civile.

Hong Kong, ex colonia britannica e ora Regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese, è, in realtà, un paese pedina dei giochi di potere tra Cina e Stati Uniti. Una democrazia fragile, dove la gente chiede solo una cosa: essere libera.

A chilometri di distanza rispondo al richiamo di aiuto di un amico, consapevole che un primo passo contro l’indifferenza è l’informazione. Traduco quindi per voi le sue parole, assolutamente convinta che la conoscenza del nostro mondo e del presente possa scuotere le coscienze e condurre tutti verso un futuro migliore.

Cristiana F Toscano

Il Movimento Democratico di Hong Kong

Io spero che questo articolo su cosa sta succedendo a Hong Kong questi giorni possa raggiungere più lettori possibili. Ciò che sta accandendo adesso non riguarda esclusivamente Hong Kong. Tutto è cominciato con un veloce incatenarsi di eventi.

Inizialmente c’è stato l’annuncio, da parte del governo, del disegno di legge di estradizione. Per farla breve, la legge avrebbe permesso a Hong Kong di trasferire e trattenere le persone ricercate in paesi e territori con i quali il governo non ha accordi formali di estradizione, tra cui Taiwan e la Cina continentale.

In origine questa legge era stata pensata per perseguire a Hong Kong un uomo che era ricercato a Taiwan per l’omicidio della sua fidanzata.

Comunque, la maggior parte dei cittadini, avvocati, professionisti e critici, sostengono che la legge avrebbe consentito praticamente a chiunque nel paese di essere preso e detenuto nella Cina continentale, un paese in cui chi giudica deve seguire gli ordini del Partito Comunista.

È così che le proteste a Hong Kong sono iniziate, cinque mesi fa. Ma ora quelle che erano solo proteste si sono tramutate nella brutalità della polizia contro le persone. E tutto questo è cresciuto esponenzialmente in soli cinque mesi.

L’odio e la rabbia e la ciecità da entrambi i lati sono assurdi.

Non c’è un modo di mettere fine alla rabbia di noi civili, se il governo non risponde alle nostre domande. E adesso ciò che è più urgente è controllare la forza della polizia e la sua brutalità.

Perché i “ribelli”, chiamati così dal governo, continuano a manifestare?

Perché chi protesta non si è ancora fermato?

La verità è che questo succede principalmente perché la polizia ha urlato insulti, parolacce, deriso e umiliato i manifestanti. Si è comportata senza professionalità, sino ad arrivare alla violenza durante le proteste. E negli ultimi due mesi le azioni della polizia contro la gente sono peggiorate.

Circolano voci a proposito di studenti e manifestanti che sono stati forse assassinati o sono stati spinti a suicidarsi, che sono stati violentati e che molte morti siano dovute alla violenza degli agenti di polizia.

Ma di queste voci di cui io parlo non ci sono ancora conferme. Sono in questo momento folklore e propaganda da parte dei manifestanti e dei cittadini di Hong Kong.

Ma io ho bisogno di scrivere questo articolo perché ci sono atti di violenza commessa dalla polizia tra le strade che sono documentati e possono essere visti nei video su internet, dozzine di persone sono ferite dagli spray al peperoncino, dai gas lacrimogeni, dai proiettili di fagioli e persino da proiettili veri.

Queste non sono voci, sono fatti che possono essere visti ovunque.

Questa di oggi non è l’Hong Kong in cui io vivevo

Il motivo per cui tutto questo mi fa sentire arrabbiato e spaventato è che io amavo il luogo dove sono cresciuto. Ero così orgoglioso di Hong Kong, ma questa di oggi non è l’Hong Kong in cui io vivevo.

L’altro motivo per cui io voglio diffondere questo articolo è perché così tanti media, così come la propaganda, le pagine online e i netizen, che sono pro-Cina, dicono che i manifestanti stanno rovinando questa città, continuando la disobbedienza, decidendo di non collaborare e causando il chaos. Che tutti questi danni, distruzioni e feriti sono causati dai manifestanti.

Tuttavia, io non la vedo così

Tuttavia, io non la vedo così. La gente potrebbe pensare che loro hanno distrutto Hong Kong. Io posso capire perché lo pensino. Inevitabilmente alcuni dei manifestanti possono commettere dei crimini. Possono prendere parte a proteste illegali che non sono approvate dal governo.

Nondimeno, la polizia continuamente infrange la legge. Loro hanno il potere di mantenere la pubblica sicurezza, ma questo non vuol dire che possono infrangere la legge. Si suppone che gli uomini della polizia debbano controllare le proprie emozioni ed essere professionali.

Ma quello che possiamo vedere è che usano la loro forza per violare i civili senza seguire alcuna regola e senza controllare la loro disciplina.

L’11.11.2019, un ragazzino che non possedeva alcuna arma è stato colpito da un poliziotto in un braccio con un proiettile. L’agente di polizia non era un’agente antisommossa, non stava in quel momento fermando nessuna protesta. Doveva condurre il traffico, assicurandosi che le persone non fossero fuori strada. Ma aveva una pistola che spara alla gente. Le forze di polizia di Hong Kong ancora affermano che le loro vite sono in pericolo, quindi hanno scelto la giusta quantità di protezione per sparare alla gente.

Questo è completamente assurdo. Il ragazzino era solo un manifestante che stava andando incontro alla polizia senza armi. La polizia poteva ammonirlo, costringerlo a fermarsi o addirittura arrestarlo. Ma ovviamente non è necessario sparare a nessuno. Questa è stata una totale mancanza di controllo degli agenti di polizia e questo è un esempio della brutalità della polizia a Hong Kong

Vorrei dire un’ultima cosa, come cittadino di Hong Kong

Vorrei dire un’ultima cosa, come cittadino di Hong Kong: noi stiamo inseguendo i valori fondamentali di libertà, autonomia e democrazia che i cittadini di Hong Kong dovrebbero meritare come prima cosa. I manifestanti stanno davvero cercando di far sentire la propria voce, sperando che il governo possa rispondere alle nostre cinque richieste. 

  • Ritirare la caratterizzazione per i manifestanti come “ribelli”
  • Aprire una indagine indipendente sulla brutalità della polizia
  • Amnistia per manifestanti arrestati
  • Suffragio universale
  • Ritirare il disegno di legge sull’estradizione (per ora ritirato)

Infine, se a te importa la democrazia, se ti stanno a cuore la libertà e i diritti umani, per favore unisciti a noi. Quello che chiedo è di aprire gli occhi per poter riconoscere che siamo nella situazione in cui i regimi tolgono i diritti alle persone. E noi dovremmo combatterlo come una comunità solidale.

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Hong Kong di notte, foto dell’autore dell’articolo (come anche quella di copertina)

Sono laureata in Giornalismo alla Robert Gordon University (Aberdeen, Regno Unito) e in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Bari. Sono amante dei racconti, appassionata di arti e di storia. Provo ad essere una giornalista scribacchiando con passione, mentre dipingo pessimi acquerelli nel tempo libero.

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