“Triangolo” al Globe con i Sonetti D’Amore

Dopo il successo della scorsa stagione tornano al Silvano Toti Globe Theatre i SONETTI D’AMORE, l’idea e la regia sono di Melania Giglio (traduzione di Alfonso Veneroso e Melania Giglio). 

I sonetti sono stati scritti da Shakespeare probabilmente tra il 1595 e il 1600, sono 154 e rappresentano un lato inedito e fascinoso del grande drammaturgo. Negli anni i critici hanno cercato a lungo in essi indizi sulla vita privata dell’autore, il grande lavoro di ricerca e traduzione di Melania e Alfonso ha portato a quest’opera inedita e originale in cui si narra dei due amori di Shakespeare, il Conte di Southampton e la Dark lady.
Amore non è uno zimbello del tempo, sebbene le sue rosee guance e labbra finiscano falciate dalle sue lame, amore non muta in pochi giorni o settimane, ma tiene la rotta fino al giorno del giudizio. Se qualcuno mi dimostra che tutto questo è sbagliato allora io non ho mai scritto e nessun uomo ha mai amato
Melania Giglio, attrice, regista e cantante strepitosa, nel ruolo della Musa di Shakespeare accompagna lo spettatore nella trama e arricchisce lo spettacolo “contaminandolo” di modernità con le parole e le musiche di Nora JonesCome away with me”, Marvin Gaye I heard it through the grapevine”, Alanis Morissette “Uninvited”, Amy WinehouseYou know that I’m not good”. Le abbiamo chiesto come è nata questa idea di una rappresentazione dei Sonetti in chiave così moderna: 
Mi è sempre piaciuta di l’idea di fare del teatro shakespeariano di eccellenza, con i Sonetti e il Globe – che ha una forte radice pop – ho provato a fare una contaminazione un po’ azzardata. Baz Luhrmann o Bob Wilson vent’anni fa l’hanno già fatto con grande successo. Se fai il classico spettacolo sui Sonetti sicuramente è bellissimo ma veicolandolo con la musica arriva in maniera più intensa. Siamo riusciti così a raccontare questa storia d’amore che c’è tra il Conte, la Dark lady e Shakespeare. Ho cercato di mettere in scena una cosa nuova e in Italia è la prima volta. Inoltre Gigi Proietti è un direttore artistico vero, rischia con il teatro di pomeriggio e con queste novità pur di portare al pubblico emozioni diverse”.
L’altro grande autore dei Sonetti è Alfonso Veneroso, attore con grande esperienza di testi shakespeariani, ha lavorato anche con Ronconi; qui interpreta lo Shakespeare perfetto, con nobiltà e determinazione recita frasi d’amore che incantano il pubblico. Dopo lo spettacolo lo abbiamo “catturato” chiedendogli di svelarci il grande lavoro che c’è stato per creare l’opera: “Il testo è stato fatto a quattro mani (con Melania), in particolare la traduzione e la drammaturgia sono state estratte dai Sonetti nei quali si trova la storia d’amore tra Henry Wriothesly il Conte di Southampton, che è così bello da sembrare una donna, una sorta di androgino, oggetto di desiderio di entrambi i sessi e la Dark lady una donna scura di capelli e di pelle che probabilmente è la tenutaria di un bordello londinese frequentato da Shakespeare. Abbiamo sviluppato l’intreccio amoroso a tre che è riportato in diversi Sonetti ed estratto il testo. Non c’è la lettura classica, è un’opera teatrale che diventa azioni e relazioni in una grande storia d’amore. All’interno dei Sonetti originali c’è l’Io narrante che dice in 154 modi diversi Ti Amo con il genio di Shakespeare attraverso la tempesta, la guerra, la passione, il dolore, da qui l’idea di esaltare questi amori. È uno spettacolo in costume, ma potrebbe essere ambientato in qualsiasi epoca, grazie alla modernità delle musiche, che hanno permesso un salto emotivo”.
Questo spettacolo è come un soffio, breve la durata, viene voglia di averne ancora, resta il desiderio. Meglio lasciare un po’ di desiderio che una virgola in più. Il mio consiglio è di vederlo due volte, una di pomeriggio e una di sera. Il pomeriggio lo spettatore si cala perfettamente nel teatro puro shakespeariano, al tramonto, sembra quasi di essersi intrufolati nelle prove generali per rubare una storia d’amore. La sera, l’atmosfera notturna risalta ancora di più le musiche e concentra l’attenzione tramite le luci su ogni singola battuta. Fedeli e curati anche i costumi (di Susanna Proietti) e i dettagli: al collo Shakespeare porta un gioiello a forma di libellula, simbolo dell’amore per il Conte di Southampton che è bellissimo ma effimero e alla fine vola via con “Hallelujah” di Jeff Buckley.
I Sonetti d’amore andranno in scena lunedì 29 agosto, lunedì 5, 19 e 26 settembre ore 21 e dall’1 al 4 settembre e dall’8 all’11 settembre ore 18 al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese.

Sara Cacciarini

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