Tetraktys, il concerto e l’intervista ad Alessandro Meacci

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Il giovane talento calabrese illumina l’exCOMAC di Soverato con la sua sperimentazione musicale e ci racconta il suo primo lavoro.

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Alessandro Meacci all’inizio del concerto.
“…per citare Kandinskij, chi tenta di emulare il passato è come una piuma nella tempesta, bisogna tentare e se ci dovranno punire ci puniranno…”
Sembra doveroso iniziare con questo breve riferimento che Alessandro Meacci fa, sorridendo, durante il nostro breve colloquio, per capire di che pasta è fatto il giovane pianista. In un’ epoca musicale in cui ormai molto risulta scontato c’è ancora chi si rimbocca le maniche per trovare qualcosa di nuovo e di vero. Tetraktys è il perfetto esempio di questa laboriosa operazione che ha impegnato Alessandro. Già dal primo ascolto si capisce come i dieci brani siano frutto di una sovrapposizione di stili che, partendo da una corposa base classica, si spingono verso generi più leggeri, senza pregiudicarne però la complessità. Anzi, nonostante la giovane età del compositore, sono presenti controtempi e un’alternanza di ritmo così ben studiata da confondere anche gli ascoltatori più esperti.
Soverato
Il giovane compositore risalta nell’oscurità.
Così, in una calda serata il 22 agosto, immersi nella splendida location di exCOMAC, giunge il momento di regalare al pubblico il frutto di tale lavoro. Un esordio con i fiocchi, considerando le numerosissime persone accorse, grazie anche all’organizzazione a cura di Naturium.
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Alessandro Meacci.
Ogni brano è anticipato da una breve descrizione che consente a tutti di poter cogliere al meglio la carica emotiva e l’ispirazione a esso legati. Cala così il silenzio e, come in trans, le veloci mani del pianista fluttuano sulla tastiera illuminando l’atmosfera di penombra. In determinati momenti Alessandro sembra duettare con il proprio riflesso nel pianoforte in un mix di suoni e magia.
Alla fine del concerto il pubblico è in visibilio.

Track list:
Blue Skies
Ascensione
Destini
Fantasia
Fiore di Rosa
Naif
Modern Rhapsody
Rainbows
Salutami Musorgskij
Tetraktys

Nella stessa serata il giovane compositore si concede a noi per qualche domanda.
  • Alessandro, cosa rappresenta per te il Tetraktys?
Parlando del simbolo, questo è nato da una ricerca che ho fatto e dall’insegnamento della professoressa di filosofia che mi ha dato un input. Poi ho capito che Tetraktys è un’armonia che può essere espressa a 360 gradi, non si può racchiudere solo nel concetto di matematica o filosofia. […] facendo una traslazione in musica questi brani nascono come unione tra generi, tra maggiore e minore, tra consonanza e dissonanza, e poi ovviamente gli ascolti che mi hanno permesso di creare un legame tra i diversi generi […]. Per quanto riguarda la veste grafica, che è l’aspetto più particolare di questo progetto, il ringraziamento va ad Amedeo Mamone che ha reso sostanziale e ha dato vita a questo Tetraktys, perché la musica non la puoi maneggiare, mentre un’arte come la pittura sì […]
Soverato
Copertina di Tetraktys a cura di Amedeo Mamone. Credit: behance.net
  • Qual è quindi il tuo pensiero sulla musica oggi?
Il pensiero è rivolto a chi ancora prova a dire qualcosa. E ci sono questi personaggi che, purtroppo, dai giovani come me vengono letti come strani, diversi, perché non si abbinano al commercio. [riferendosi a Tetraktys] Chi ha un orecchio allenato sente apparenti aritmie, qualcosa di quasi zoppicante, ma è proprio questo l’obbiettivo, cioè di far parlare le note, di far parlare l’essenza della musica. […]
Per il futuro il pianista, che ricordiamo avere 19 anni, punta a concludere il conservatorio con “qualità e gioia” e continuare a comporre e “raccontare storie. Noi auguriamo ad Alessandro il meglio, sperando di risentirlo al più presto, magari in contesti ancora più prestigiosi.

Foto: Gianclaudio Celia

Gianclaudio Celia
@Gian_Celia

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