Quella struttura troppo ingombrante in mezzo all’antichità

Il 26 luglio c’è stato il concerto Music for Mercy a Roma, che vedeva, tra i nomi di spicco, quello di Andrea Bocelli. Ma andiamo con ordine e puntiamo il nostro obiettivo sul vero scandalo di questa serata, ovvero il luogo scelto, il Foro Romano.

Da giorni eravamo tutti noi in trepidante attesa di sapere cosa sarebbe successo la sera del 26 luglio 2016 a Roma per il Concerto “Music for Mercy” promosso dall’ORP, dal Teatro dell’Opera di Roma e dalla Sovrintendenza Speciale per il Colosseo, Museo Nazionale Romano e Area Archeologica  con il patrocinio del MIBACT e della Conferenza Nazionale Italiana per l’UNESCO e prodotto da Francis Yeoh, fondatore presidente di Abiah Ltd; serata organizzata per le celebrazioni del Giubileo che vedeva nomi di spicco tra i quali brillava Andrea Bocelli, star internazionale. Ma non tutto è filato liscio; c’era una cosa che disturbava, il posto scelto: il Foro Romano.
Foro Romano
© Guide di Roma
Lo so, in quanto guida turistica, non avrei dovuto vederlo, ma la curiosità e la mia grande passione per la musica mi hanno spinto a farlo attraverso la diretta su Raiuno. Tralasciando ogni giudizio sul concerto stesso, dove vi era una presentatrice che non sapeva ciò che stava facendo, cantanti al limite del grido, tra i quali Bocelli usciva santificato (e che mi scusino gli amici melomani, in quanto si sa quest’artista è una figura molto controversa) come Dio in mezzo a tanti diavoli, la cosa che ha fatto più indignare la maggioranza delle guide turistiche è stato l’utilizzo dell’area del Foro Romano tra il Tempio del Divo Giulio e l’Arco di Settimio Severo.

Come si legge da un’intervista fatta ad Adriano La Regina, grandissimo archeologo nonché Sovrintendente alle antichità di Roma dal 1976 al 2004 sul quotidiano Il Tempo la struttura poteva ospitare 1400 persone. Addirittura vi è stato un drink nella Casa delle Vestali e la cena dentro Santa Maria Antiqua (una chiesa riaperta quest’anno dopo più di trent’anni di lavori di restauro che presenta affreschi importanti che le sono valsi il soprannome di Cappella Sistina del Medioevo) e i camerini erano posizionati nella Curia Iulia. Non oso pensare dove avranno messo i bagni.
Qui bisogna ricominciare a parlare con parole chiare. La Sovrintendenza ha assicurato che il palco era non lesivo delle strutture, che l’evento era stato organizzato da ORP ed il MIBACT ha dato tutte le autorizzazioni con la Conferenza Nazionale. Ma le voci sono tante. Noi che viviamo in quest’area tutti i giorni, che tentiamo di farla conoscere al meglio a tutti i turisti che si affidano alle nostre cure, ci sentiamo avviliti. 
Caro pubblico, voi tutti quanti immaginate di essere dei turisti che vengono per la prima volta a Roma e di venire a sapere solo pochi giorni prima che non solo il giorno precedente al Concerto l’area dello stesso sarebbe stata chiusa alle 17 ma che addirittura il 26 stesso tutto il Foro e tutto il Palatino sarebbero stati chiusi dalle 17 con ultimo ingresso alle 16 e magari non potete recuperare il giorno dopo perché avete un aereo. Cosa comporta ciò? Problemi per voi stessi, per le guide e per le agenzie che prenotano i servizi, ma soprattutto la delusione, forte come se fosse una ferita al cuore, di non aver potuto godere al meglio di uno dei posti più belli al mondo.
Palco
© Guide di Roma

Ed è quello che abbiamo pensato tutti ma soprattutto quello che ha scritto forte e chiaro Isabella Ruggiero presidente di AGTAR la quale, nel comunicato stampa dice “Chiudere il Foro qualche ora prima e rendere inagibile una larga parte del Foro per alcuni giorni sono un pessimo esempio del concetto di monumenti che è ormai proprio di questo Ministero dei Beni Culturali e di questa “Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma“. Ma soprattutto la Dott.ssa Ruggiero si chiede se le strutture “non danneggeranno per nulla il pavimento e i resti dell’area“. Noi guide ci stiamo ponendo la stessa domanda.

Molti di voi penseranno che anche il turista di per sé distrugge, ma la sorveglianza sui turisti è nostro compito e dei custodi.
Ma spesso le nostre istituzioni, altra idea molto circolante tra i colleghi, si sentono in diritto di usufruire della cosa pubblica come se fosse una loro stessa proprietà. E allora, magari dei colleghi dissentiranno da questo paragone forte, non ci dovremmo stupire se dei mascalzoni utilizzassero monumenti come la Fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna come secchio pubblico, se l’esempio che diamo è questo!
Tutto si può fare, ma allo stesso tutto bisogna aggiungere le parole “criterio” e “limite”, altrimenti il risultato è ciò che segue:


Marco Rossi

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