“Otto”, l’amore di due anime attraverso i secoli

I protagonisti di questa lunga favola sono due, anche se si ritrovano a loro insaputa a rivestire i panni di 8 vite diverse, amandosi costantemente attraverso i secoli. Una collana di perle è il filo conduttore delle storie ambientate in epoche diverse a Parigi, Londra e Berlino fino ad approdare ai giorni nostri, a Roma.

TEATRO DEI CONCIATORI
3 |15 maggio 2016
OTTO
Regia: Antonio Serrano
Con: Stefania Barca – Caterina Gramaglia – Franco Mirabella – Nicolas Zappa
Aiuto Regia: Giulia Massimini
Otto è il simbolo dell’infinito e questa storia parla delle infinite potenzialità della vita e della sua forza primigenia: l’amore. L’idea complessiva è molto liberamente ispirata all’ “Orlando” di Virginia Woolf. L’autrice dell’opera teatrale Roberta Calandra dichiara di aver inizialmente elaborato l’idea per un film trasformandola successivamente in romanzo e, infine, in questo intenso concentrato di poesia. 
Il primo episodio si ispira ad Olympia De Gouges, interpretata da Stefania Barca, autrice della “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine“, che per le sue idee venne giustiziata nel periodo della Rivoluzione Francese: “il male non è mai stato altro che tradire se stessi” mormora mentre, incinta, si avvia alla ghigliottina. 
I due poeti romantici John Keats e Percy B. Shelley, amanti segreti in una Inghilterra del 1800, sono i protagonisti della seconda storia, interpretati da un giovane Nicolas Zappa e da Franco Mirabella, a cui abbiamo chiesto qual è l’emozione di calarsi nei panni di questi personaggi così diversi e con personalità così forti: “È un testo di parola che lega noi attori, ed è quello che mi ha affascinato dal momento in cui ho letto la sceneggiatura; l’attore è uno strumento bello, magico e misterioso che si riallaccia al desiderio di creare qualcosa di memorabile, che fare sognare.” 
Nel terzo episodio le due anime si ritroveranno come Milena e Greta in un lager dove riescono, anche nella drammaticità più buia, a tirare fuori l’essenza e la gioia delle piccole cose della vita. Quando l’una sussurra all’altra “credo che questo non sia altro che un momento di cui ci vergogneremo attraverso i secoli” il pubblico, toccato e coinvolto, si scioglie in applausi fragorosi.
Per finire, l’unione di Giacomo ed Elena, cioè un uomo e una donna contemporanei (ma in posizione scambiata rispetto ai ruoli di partenza) che coronano il loro sogno d’amore in una confusione di sentimenti che finalmente esplode. Mentre sullo sfondo appare un altro protagonista: il bellissimo quadro “Sonno romano” di Clerici.
Sara Cacciarini

TEATRO DEI CONCIATORI – Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031 – info@teatrodeiconciatori.it – http://www.teatrodeiconciatori.it/
BIGLIETTI: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 18.00

Sara Cacciarini giornalista pubblicista, si è laureata in Scienze Naturali e ha conseguito un Master di Comunicazione e Giornalismo Scientifico a La Sapienza di Roma. Collabora con CulturaMente dal 2016, è appassionata di teatro, musica e cinema.

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