“Miseria e Nobiltà” di Pietro Romano, ovvero risate a volontà

miseria e nobilità teatro delle muse

Torna in scena al Teatro delle Muse di Roma “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta con la regia e l’adattamento di Pietro Romano.

Quando mi è arrivato, dal direttore Alessia Pizzi, una richiesta di accredito stampa per la recensione di questo spettacolo non ci potevo credere (devo ringraziare per questo, oltre ad Alessia, anche Loredana Corrao, Sara Battelli e Valentino Fanelli). Ho dovuto rileggere la mail tante volte. Non potevo credere che sarei andato a recensire degli amici, amici fraterni, con i quali ho condiviso e condivido tante emozioni. Caro lettore di CulturaMente, non ti preoccupare. Loro sanno che dico “pane al pane e vino al vino”, quindi qualsiasi parola da me scritta in questa umile recensione è la pura verità.

Ed eccomi allora che, la sera del 29 marzo 2017, sono andato a vedere “Miseria e Nobiltà“, celebre commedia di Eduardo Scarpetta, dalla quale hanno tratto un famoso film con Totò, riadattata, diretta e interpretata magistralmente da Pietro Romano, uno degli attori più interessanti della scena romana di questi anni. Lo spettacolo sarà in scena dal 29 marzo al 9 aprile 2017 al Teatro delle Muse di Roma.

La storia è stata trasposta da Napoli a Roma. Felice Sciosciammocca diventa (per volontà di Pietro Romano, essendo egli “romano“) Felice Proietti. La storia è quello di un povero scrivano (Felice appunto) che riceve una proposta interessante da parte del Principino Eugenio di Casador. Egli dovrà interpretare suo padre, in quanto il giovane è innamorato di Gemma. La ragazza è figlia di Appio Gaione, un cuoco arricchitosi tramite un’eredità. Il problema è che la famiglia vera di lui non approverebbe. Da qui nascono una serie di scene e controscene da infarto.

Miseria e Nobiltà inizia…. Silenzio!!!

Lo spettacolo non ha mai avuto un cedimento, un’interruzione. Il pubblico, compreso il sottoscritto e la mia “gallina interna”, era letteralmente preso, con risate continue senza mai esaurirsi.

Pietro Romano è un attore di grande capacità, nonché anche di bella voce (come testimonia la bella canzone finale). Il suo Felice è estremamente vivace e variopinto. Ogni movimento è studiato nel minimo studiato. Pietro Romano ha un’abilità mefistofelica nel saper vivere il teatro. Basta un merletto che cade o uno starnuto che lui ci ricama sopra una scena.

Valentino Fanelli è meraviglioso sia come Sor Giovanni, il padrone della casa della famiglia Proietti, che come Appio Gaione. Nel secondo personaggio volutamente accenta l’aspetto un po’ grottesco del personaggio, con un accento particolare e con abiti e oggetti di scena, come parrucca, estremamente vistosi.

Marina Vitolo è la fantastica compagnia di Felice. Lei riesce a rendere perfettamente Bruttia (questo è il nome del personaggio) donna acida, deforme fisicamente e costantemente arrabbiata con il compagno. Bravissima pure Beatrice Proietti come Pupetta, una ragazza molto vivace e affamata che Felice e Bruttia hanno adottato.

Marco D’Angelo era fantastico come Sor Pierino, il figlio di Appio e buffo innamorato di Pupetta. Il suo personaggio era meraviglioso, perfetto ma non posso sbilanciarmi di più.

Edoardo Camponeschi rende perfettamente la grazia e la preoccupazione del Principino Eugenio di Casador, così come Eleonora Manzi è una Gemma dolcissima e molto innamorata.

Francesca La Scala è una Rosa molto convincente. D’altronde il suo personaggio (e non accenno altro) deve tener testa agli uomini.

Mirko Susanna è un Bamba stupendo. Il suo personaggio, il maggiordomo un poco stordito di Appio Gaione, è reso perfettamente con pochissimi gesti e sguardi. Lo stesso Mirko è poi stupendo nella scena dei cuochi del I atto con Giorgio Giurdanella, un “duo merveille” magnifico.

miseria e nobilità teatro delle muse

Il dietro le quinte

Nel teatro, come nel cinema, c’è un mondo che lavora per lo spettacolo e non appare poi sul palco, ma ne è parte fondamentale. Le scene bellissime sono di Maurizio Manzi, così come molto curati sono i costumi di Simona Sava. Il trucco perfetto è di Isabella Cavallaro e Viviana De Franco. Le musiche, molto coinvolgenti, sono di Simone Zucca e le parole della canzone di Loredana Corrao (vorrei ringraziarla anche per l’organizzazione perfetta e la promozione, così come l’ufficio stampa di Sara Battelli).

Edoardo Camponeschi e Barbara Lauretta hanno collaborato per l’aiuto regia e per la direzione di scena (la nostra Barbara, ve l’assicuro, è una vera e propria forza della natura, e si presa anche l’onere di essere la segretaria di produzione). Magnifiche anche le luci e l’audio di un altro pezzo da novanta, cioè Fabio Massimo Forzato. Anche l’organizzazione della sala e dell’accoglienza è stata perfetta, con le simpaticissime Loredana Corrao, Katia e Daniela Campana.

In sala vi erano anche diversi attori e personaggi importanti dello spettacolo, come Gianfranco Phino, Antonello Costa ma soprattutto Gino Landi.

Ma quello che era meraviglioso era la magia avvenuta sul palco. Andateci, perché ridere serve sempre, soprattutto in questi momenti. Miseria e Nobiltà vi aspetta.

Marco Rossi

@marco_rossi88

(Foto di Adriano Di Benedetto)

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