Le Dee del Miele, una lettura fetale nell’utero di un libro

dee del miele emma fenu

Un romanzo sulle donne di ieri, oggi e domani, firmato da Emma Fenu ed edito da Milena edizioni.

Le dee del miele sono quattro donne di generazioni diverse che vivono in terra sarda, circondate da leggende popolari, proverbi, sapori antichi e tradizionali. Le loro vite si intrecciano e sfogano la femminilità più innata, a partire dalla fanciullezza, e passando per la maternità, fino ad arrivare alla vecchiaia. Un filo sottile lega queste anime, alimentate da passioni e paure, e conduce il lettore alla scoperta di un romanzo piacevole, leggero e breve, ma, allo stesso tempo, ricco di nozioni e informazioni interessanti. Emma Fenu, come già nel precedente libro, Vite di Madri, non tralascia il dark side del femminino, ma offre una storia comunque dolce, come il miele menzionato nel titolo.

 

Chi sono queste dee se non le donne, madri del mondo e mamme di tutti, forti come icone religiose, dolci come la familiarità?
Nel ricercare le forme ancestrali dell’essenza muliebre, dell’essere figlia e madre in quanto donna e non in base alle contingenze terrene, la scrittrice mi ha riportato alla mente la funzione del miele nell’antichità, e nella fattispecie, nel mondo greco.
 dee del miele - emma fenu
Il miele infatti era simbolo della “donna-ape“, ovvero di quella figura femminile pienamente accettata dalla società greca in quanto discepola di Demetra, dea della casa per eccellenza. Tale profilo si contrapponeva a quello delle prostitute e delle cortigiane, seguaci di Afrodite e amanti degli aromi e dei profumi, come la mirra.
In questo dualismo il miele diveniva un’arma a doppio taglio per le giovani spose e future madri, che dovevano essere sempre pure e caste “Melisse” (che in greco significa api per l’appunto): infatti, nel miele, risiede una dolcezza che languisce lo sposo, stordisce i sensi con la sua morbida delicatezza, rendendo la donna un essere seducente.

 

Ovviamente in questo romanzo non viene riproposta la rigida (e fortunatamente superata) dicotomia greca, ma comunque il miele ha la funzione di delineare la figura femminile in tutte le sue sfaccettature, richiamando qualcosa di atavico e ineffabile, che echeggia antichi miti e riti.
Ad accompagnare un trama scorrevole vi è un usus scribendi sempre ricercato, ma mai stucchevole. Della Fenu sono preziose le metafore, gli aggettivi vibranti, i periodi cadenzati come una dolce ninna nanna.
Leggere questo libro è un’esperienza che definirei “fetale”: sembra di entrare in un grande utero, al caldo, senza pericoli, e di star racchiusi in qualcosa di piccolo che però ha un potere sovrumano, intellegibile, dove si comprende quello che si sta vivendo (o leggendo) fino ad un certo punto, sospesi tra il detto e il non detto, il sogno e la realtà, la morte e la vita.

 

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista Pubblicista, Consulente di Digital Marketing, ma soprattutto fondatrice di CulturaMente: sito nato per passione condivisa con una squadra meravigliosa che cresce (e mi fa crescere) ogni giorno!

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