“L’abbazia dei cento inganni” e la leggendaria reliquia di Gesù

Ferrara, gennaio 1349.

Il giovane Gualtiero de’ Bruni, garzone del mastro Vitale de Equis, pittore ufficiale dell’Abbazia di Santa Maria di Pomposa, si occupa di preparare i pigmenti, l’intonaco e spostare oggetti pesanti. Il giovane apprendista, anche non pagato, ambisce a tal punto a quel lavoro da rubare con gli occhi le tecniche del Maestro.
Innamorato della giovane Isabeau, che dovrà sposare, la deve lasciare e partire per offrire i suoi servigi al cavaliere Maynard de RocheBlanche. Si troverà subito coinvolto in un complotto quando Maynard, preso in “custodia” dalla Santa Inquisizione, non vorrà rivelare dov’è nascosto il grande segreto: il Lapis Exilii, la sacra mensa dell’Ultima Cena.

Erano vive, quelle reliquie. Quasi che una scintilla divina fosse rimasta imprigionata nella materia di cui erano composte

Dopo un mese di torture RocheBlanche, determinato, ancora non cede e non rivela dov’è custodito il segreto, neanche il tentativo dell’Inquisizione di rapirne la sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte-Balsamie e padrona di Isabeau, lo faranno titubare e questo lo porterà alla condanna al rogo per eresia il 1 gennaio 1350.
Un armigero gettò una torcia sulla paglia, che divampò all’istante. In quella gelida mattina di gennaio, Rocheblanche sentì l’aria farsi più spessa. Il fumo gli aggredì le narici, lo accecò, riportandolo nel modo buio remoto della sue visioni.”
Scorrono un susseguirsi d’intrecci, trappole e danze amorose con padre Andrea, che ricorda un po’ frate Lorenzo di Romeo e Giulietta mentre cerca di far rincontrare i due innamorati. Marcello Simoni in questo terzo libro della serie, continua con le avventure del cavaliere Maynard: il finale lasciato aperto lascia intravedere un possibile quarto libro, a causa dei personaggi irrisolti che appaiono nel finale.
La lettura è scorrevole, veloce e ricercata nell’uso delle parole, ha il potere di calare il lettore nel periodo storico dell’Inquisizione senza tuttavia doverne svelare dettagliatamente gli orrori. La parte iniziale appare più curata nella descrizione dei particolari: gli affreschi e l’abbazia, che si perdono via via nella seconda lasciando il lettore sospeso e incuriosito.
L’autore: Marcello Simoni è nato a Comacchio in provincia di Ferrara nel 1975, vincitore del Premio bancarella nel 2012, ha raggiunto il secondo posto dei libri più venduti in Italia con l’abbazia dei cento delitti. Laureato in lettere è anche archeologo e bibliotecario, la sua passione per l’Abbazia di Pomposa e per i suoi affreschi medievali che rappresentano scene del Vecchio, del Nuovo Testamento e dell’Apocalisse lo portano a scrivere la Codice Millenarius Saga: L’abbazia dei cento peccati (2014), L’abbazia dei cento delitti (2015) un milione di copie vendute e l’ultimo della trilogia L’abbazia dei cento inganni (2016) Newton Compton Editori.
Sara Cacciarini

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