Incredibile Giordania, un filo di perle incastonate nel cuore dell’islam

Difficile rimanere insensibili al fascino delle bellezze disseminate sul territorio del regno Hascemita di Giordania. Le atmosfere straordinarie sono un premio sicuro per il viaggiatore che sceglie quest’esperienza indimenticabile.

Meta di viaggio fantastica e sempre troppo poco considerata, ma non solo ora che la situazione internazionale potrebbe condizionarne la scelta tra i viaggi possibili. Anche negli anni di relativa tranquillità dell’area mediorientale, il numero delle presenze non ha mai raggiunto il sopraffollamento, soprattutto in rapporto alle bellezze che il territorio Giordano ha da offrire. Tra i paesi islamici è sempre stato uno di quelli visitabili nelle condizioni di massima sicurezza e anche ora che la tensione internazionale è salita, bisogna solo adottare qualche cautela in più evitando alcune zone di confine, assembramenti e manifestazioni. Per chi si riconosce più nella categoria del viaggiatore che in quella del turista è oggi una meta assolutamente praticabile. Il paese retto da una monarchia costituzionale è tra i più stabili dell’area mediorientale ma incastonato com’è tra Siria, Iraq, Arabia Saudita, Israele, e Territori Palestinesi è sempre costretto a tenere elevato il livello di guardia. Le tensioni infatti sono principalmente di origine esterna, causate per lo più dal flusso umano che si riversa in Giordania in arrivo dai paesi confinanti alla ricerca di un ambiente più sicuro. Come avvenuto all’indomani della Guerra del Golfo, quando l’arrivo degli Iracheni propensi agli acquisti immobiliari in contanti, ha provocato uno squilibrio del mercato a sfavore dei residenti giordani. In questo contesto rimane immutabile la bellezza dei gioielli del patrimonio culturale disseminati sul territorio, che segnano le tappe di uno splendido itinerario. 
Distante circa 150 km da Ramtha sul confine Siriano si trova l’area archeologica di Jerash (Gerasa). Abitata già dal neolitico fu dapprima insediamento greco, ma è sotto il dominio Romano che raggiunse il suo periodo di massimo splendore diventando un ricco polo commerciale. Il sito è vasto e suggestivo, con il foro di forma ellittica circondato dall’imponente colonnato che si allunga sul cardo massimo lastricato, intorno al quale si distribuiscono le rovine degli altri edifici principali. C’è anche un teatro in perfetto stato di conservazione, che viene utilizzato così come tutta l’area, per spettacoli e manifestazioni dall’atmosfera unica. 
Distante 40 km Amman non si segnala per grandi attrattive, è comunque una tappa di passaggio interessante per poter vedere l’organizzazione della capitale di uno stato islamico moderato, in cui si integrano con successo anche altre culture. Fenomeno maggiormente visibile nella vicina Madaaba, città citata già nella bibbia dove la maggioranza araba convive con una nutrita colonia greco-ortodossa. La vita di questa comunità che conta circa 20.000 presenze ruota attorno alla Chiesa di San Giorgio, meta di pellegrinaggio che conserva all’interno il ritratto del Santo nell’atto di trafiggere il drago. Bellissimo anche il famoso mosaico bizantino, che rappresenta con dovizia di particolari la mappa per raggiungere Gerusalemme e in cui sono rappresentati tutti i luoghi attorno ai quali si sviluppa la narrazione biblica. 
L’antica carta geografica si materializza alla vista salendo sul vicino Monte Nebo, per un’esperienza unica al di là del proprio credo religioso. Lo strepitoso panorama che si apre all’orizzonte spazia sulla Terra Santa, dalla valle del Giordano fino a Gerico, includendo il Mar Morto
Singolare ma per altri versi è anche l’immersione in questa immensa distesa salata, raggiungibile percorrendo la tortuosa strada che si snoda nel desertico panorama collinare. Il contrasto tra l’ambiente e lo stabilimento termale posto sulla sponda del Mar Morto è surreale, così come rimanere in eterno e involontario galleggiamento tra le acque salmastre. 
Direzione Wadi Rum, da qui la distanza è di circa 300 km ma è un sacrificio che vale la pena, anche perché le strade sono in ottimo stato e lo scenario rapisce la mente, tanto è il più lontano possibile da quello a cui si è abituati viaggiando in Europa. Il Wadi Rum è certamente tra i deserti più belli del mondo, un ambiente che richiama quello lunare. Non a caso è spesso il set prediletto da registi e direttori della fotografia per i più famosi film di fantascienza. Una permanenza di un paio di giorni nel campo tendato resterà indimenticabile, anche a fronte della ridotta disponibilità di servizi e comodità. La magnifica stellata del deserto con la via lattea letteralmente striata di bianco è già sufficiente da sola, ma le guide sanno rendere veramente memorabile quest’esperienza, svelando i segreti di questo luogo magico e conducendo i viaggiatori alla scoperta dei suoi angoli più belli. Tra dune e alture fin dentro le grotte, dove sulla pareti gli antichi carovanieri hanno inciso una mappa delle stelle, strumento arcaico per orientarsi in un territorio dall’apparenza inanimata, ma che gli agenti atmosferici modellano continuamente da sempre. Di ritorno dal deserto per non farsi mancare nulla, percorrendo la Desert Hwy 15 in un ora circa si può fare una puntata ad Aqaba affacciata sul golfo omonimo. L’ambiente marino è bellissimo, spiaggia rocciosa che contrasta con le acque cristalline, d’altronde siamo nell’appendice Nord-Est del Mar rosso. 
Dopo aver attraversato il paese e raggiunta la sintonia con questo, è giunto finalmente il momento di ammirare la sua Perla più famosa, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e che da sola vale il viaggio intero. Petra, l’antica capitale di cui si rintracciano le origini sin dagli Assiri di Assurbanipal, ma che vide il suo massimo sviluppo con i Nabatei. Persa nei secoli ha continuato a fornire un rifugio sicuro al popolo del deserto, fino alla riscoperta avvenuta solo in epoca moderna che l’ha rivelata al mondo in tutta la sua straordinaria bellezza. L’accesso all’area attraverso la lunga gola del Sîq culmina in uno scorcio mozzafiato che si apre sulla facciata del El Khasneh (Palazzo del Tesoro), il primo e più famoso degli edifici intagliati nella roccia. Seguono tutti gli altri disseminati in una vasta area, lungo strade e sentieri che si inerpicano tra le rocce, in realtà si tratta per lo più di monumenti funerari in cui il contrasto tra il tratto artistico e il deserto è spettacolare. Il viaggio in terra Giordana si conclude qui ed inizia la consapevolezza di aver fatto quasi inaspettatamente un viaggio tra i più belli possibile. 

Bruno Fulco 


Foto @BrunoFulco

Bruno Fulco
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e diplomato presso l’Associazione Italiana Sommelier, da sempre appassionato di enogastronomia come veicolo di scambio e collegamento tra le diverse culture. Viaggiatore entusiasta specie nelle realtà asiatiche e mediorientali. La fotografia completa il bouquet delle passioni irrinunciabili con particolare attenzione al reportage. Ricerca ostinatamente il modo di fondere questi elementi in un unico elemento comunicativo.

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