Il ruolo dell’alcol nella società

L’alcol, per quanto possa essere considerato un vero e proprio veleno in grado di aumentare il rischio di malattie come la cirrosi epatica, tumori, disfunzioni erettili e sessuali, demenza ed epilessia, solo per citarne alcune, fa da sempre parte della società umana. 

Andando a ritroso nel tempo, è possibile trovarne usi nella maggior parte delle civiltà, sorprendentemente anche come veri e propri medicinali, non è un caso dunque che nel Medioevo e durante il Rinascimento le bevande a base di alcol avevano il nome di aqua vitae, l’acqua della vita.

Ma come mai le società di un tempo attribuivano tale importanza a distillati, liquori o vini? Bisogna considerare che la disponibilità di acqua potabile e igienica era limitata a insediamenti nei pressi di fonti, quindi l’alcol rappresentava una soluzione antisettica e sicura. Il valore inebriante della sostanza, inoltre, la rendeva perfetta per i momenti di convivialità, come d’altronde accade ancora oggi.

Enzima alcol deidrogenasi

L’uomo possiede tale enzima, chiamato ADH, in grado di catabolizzare gli alcoli tossici come etanolo e metanolo. Questo fa pensare che in passato l’uomo avesse un contatto prolungato con la sostanza anche se non abbiamo evidenze storiche a supporto di questa ipotesi.

Sembra che i primi contatti, avvenuti nel Paleolitico, fossero dovuti al consumo accidentale di prodotti fermentati naturalmente, come frutti o miele, e che quindi hanno visto una tramutazione degli zuccheri in alcol. Una delle prime bevande prodotte consciamente fu invece la birra e abbiamo testimonianze di ricette di 6.000 anni fa provenienti dalla Mesopotamia. Ciò fu possibile grazie allo sviluppo dell’agricoltura, avendo a disposizione cereali fu dunque molto più semplice per le antiche popolazioni dedicarne parte per la produzione di alcol, dando vita a figure professionali come il mastro birraio.

Distillazione

La scoperta del procedimento avvenne molto tempo dopo, bisogna infatti attendere l’ottavo secolo dopo Cristo, periodo di fervente attività degli alchimisti islamici. La parola alcool, d’altronde, deriva proprio dall’arabo Al-kuhl, che indicava una polvere medicinale in origine e che successivamente gli alchimisti utilizzarono per definire invece una sostanza pura che veniva trasformata in spirito. 

Con l’introduzione di tale processo, fu possibile andare oltre i 16 gradi alcolici e le bevande così realizzate divennero molto popolari nel mondo occidentale. La diffusione in Italia e nel resto d’Europa iniziò nel decimo secolo circa, grazie alla Scuola Medica Salernitana, una delle più importanti istituzioni dell’epoca, che fece proprie le tecniche arabe.

Impatto sociale

L’alcol aiutava dunque le persone in alcuni ambiti della propria vita, in Occidente per esempio era utilizzato anche per alleviare gli affanni quotidiani, tuttavia gli effetti negativi sull’organismo sono stati a lungo sottovalutati, fino a quando alla fine del diciannovesimo secolo la comunità scientifica ritenne che l’abuso della sostanza fosse un problema non solo di natura medica ma anche sociale. 

Tale considerazione fu fatta dopo l’analisi di dati che mostravano una stretta relazione tra il consumo di bevande alcoliche e incidenti stradali. Ciò non significa che bere un bicchiere di vino o di birra di tanto in tanto avrà un effetto deleterio sulla vostra esistenza, ma bisogna considerare che non si è mai immuni dalle dipendenze e l’alcool, proprio come molte droghe, può portare a consumi smodati.

Da studi accurati è stato possibile dedurre inoltre che l’assunzione di alcol senza freni causa piaghe sociali come l’aumento della povertà, scarso rendimento sul posto di lavoro, aumento dell’indice di criminalità e divorzi. La pericolosità non sta solo nelle possibili conseguenze fisiche che potreste riscontrare ma anche nei rapporti interpersonali con chi vi circonda.

Binge drinking

Il termine indica il consumo eccessivo di alcolici in un periodo di tempo molto breve. Si tratta di una moda estremamente pericolosa poiché prevede non solo l’ingestione di ingenti quantità di alcol ma il tutto in un lasso di tempo eccessivamente ridotto, con gravi conseguenze su tutto l’organismo. 

Non è un problema che affligge solo i giovani ma qualsiasi fascia d’età e bisognerebbe evitare assolutamente queste abbuffate alcoliche. Non bisogna infatti pensare che la pratica, a cadenza settimanale, sia meno grave rispetto al consumo quotidiano di un alcolista ma come è stato ampiamente dimostrato dalla scienza, ha gli stessi effetti negativi.

Maggiori informazioni

Per gli appassionati dell’argomento segnaliamo il sito https://moltoraffinato.it su cui è possibile scoprire tutto ciò che c’è da sapere sugli alcolici, da informazioni sulla vinificazione fino alla preparazione di cocktail sfruttando ogni tipo di distillato, ricordando però di bere sempre con moderazione e non eccedere nelle quantità. Bere responsabilmente è un dovere civico, per evitare incidenti stradali che possono mettere a rischio non solo la vostra vita ma anche quella di chi vi sta intorno.

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