Il Piccolo Principe nero: storia di un viaggio di speranza

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Le Officine Fotografiche presentano a Roma (zona Ostiense) il Piccolo Principe nero, romanzo di Maurizio Mequio (Poeta del nulla) che racconta la storia di Amadou, un bambino proveniente dal Mali che arriva in Europa non accompagnato.

La mostra fotografica, in esposizione dal 8 al 10 aprile, si è rivolta a grandi e piccoli proponendo, attraverso il contributo parallelo del gruppo artistico Muracci Nostri e di altri artisti, un percorso espositivo itinerante che ha in progetto di approdare a Lampedusa, denunciando una realtà drammatica ed inarrestabile crescita.

Durante l’esposizione erano presenti le 12 illustrazioni realizzate da Lus57, due versioni a mano della copertina del libro di Omino71, due opere di Gomez, tele e fotografie che, unite ad una selezione delle opere disegnate direttamente a mano dai bambini su carta, raccontano le avventure di tanti minori stranieri che cercano di raggiungere il nostro paese per una vita migliore. Tutti gli artisti hanno aderito con l’intenzione di dimostrare solidarietà e vicinanza nei confronti dei bambini e ragazzi non accompagnati, vittime delle difficoltà legate all’integrazione e sopravvivenza in una comunità purtroppo chiusa in se stessa. Per questo il percorso espositivo vuole rivolgersi soprattutto agli studenti e alle loro famiglie per stimolare una riflessione educativa che porti all’eliminazione delle barriere culturali che impediscono il dialogo con chi ha solo bisogno di essere ascoltato.

L’ideatore del progetto è Maurizio Mequio, scrittore del romano ispirato alle odissee dei migranti nel loro lungo viaggio della speranza, riportando attraverso le parole di un bambino tutte le paure di chi deve attraversare il mare per salvarsi. Il protagonista del romanzo, Amadou, proprio come l’intramontabile eroe del Piccolo Principe riesce attraverso la propria ingenua fantasia a trasformare una condizione tragica ed ingiusta in una favola fatta di sogni e speranze. Solo l’innocenza di chi non ha conosciuto il marcio del mondo, può permettere di credere in qualcosa di migliore. 
Il progetto è rivolto non solo ai più piccoli, ma anche ai grandi per ricordare che in Italia un minore straniero non accompagnato su tre scompare nel nulla, per ricordare che questi bambini non sono invisibili, ma hanno bisogno di essere ascoltati e hanno lo stesso diritto all’infanzia di chi si può considerare di essere nato nella parte “giusta” del mondo.

Martina Patrizi

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