Il borghese gentiluomo, ossia l’ipocrisia di un mondo che c’era e c’è

Il borghese gentiluomo

Dal 18 aprile al 30 aprile 2017 è in scena al Teatro Quirino di Roma Il borghese gentiluomo di Molière con l’interpretazione di Emilio Solfrizzi.

Ci sono opere che vengono studiate e devono essere studiate. Le opere di Molière presentano un linguaggio molto forte. Questo è il caso di testi come Il borghese gentiluomo, commedia andata in scena per la prima nel 1670.

L’occasione della messa in scena al Teatro Quirino dal 18 aprile al 30 aprile 2017 era troppo ghiotta. Culturamente non se l’è fatta scappare ed eravamo in teatro la sera della prima.

Un ricco borghese, Jourdain, sogna di diventare nobile. Ma il mondo della nobiltà è un mondo offuscato. La sua vita sarà circondata da personaggio intriganti, pronti a servirsi di lui, come la serva Nicoletta o l’arrivista Conte Dorante, il quale non fa altro che chiedergli soldi. Jourdain prova balletti, prende lezioni di armi, per diventare un vero nobile e viene continuamente sbeffeggiato e sfruttato da tutti. L’unica persona che tenta di riportarlo alla ragione è sua moglie. La figlia di Jourdain, Lucilla, vuole sposare Cleante, ma il padre rifiuta. Il ragazzo non è di stirpe nobile.

Da questo rifiuto viene ordita una beffa ai danni del povero Jourdain. Il valletto di Cleante, Coviello, si traveste con lussuosi abiti orientali, fingendo di essere un nobile. Lui introduce il Gran Turco, il quale afferma di essere interessato a Lucilla. Egli non è altro che Cleante travestito. Lucilla e la Signora Jourdain, informate dell’accaduto, partecipano alla congiura. Il matrimonio viene celebrato, con somma di gioia di Jourdain che continua a sognare di vivere come un nobile. Egli si sente soddisfatto del risultato ottenuto, avendo stretto sì “importante” parentela, mentre non capisce che in realtà è rimasto solo.

La forza di Molière

Il testo di Molière, attraverso la sua satira feroce, mette in luce la falsità di un mondo considerato superiore e perfetto. Jourdain (il bravissimo Emilio Solfrizzi) è un piccolo intrigante, che si pavoneggia a gran viveur con risultati grotteschi. Falso è il mondo che lo circonda (tra le cui persone spiccava la piccante Nicoletta di Lisa Galantini), dal quale si salva solo la moglie (la bravissima Anita Bartolucci).

Lo spettacolo di Armando Pugliese, attraverso le belle scenografie di Andrea Taddei e i costumi meravigliosi di Sandra Cardini, segue un’idea molto intelligente. Attraverso continue decontestualizzazioni (costumi e scenografie seicentesche alternate a termosifoni e tailleur moderni) sembra quasi voler creare un ponte tra il seicento di Molière e il mondo moderno. Anche la nostra società aspira sempre ad andare verso il mondo delle star. Un mondo pieno di meschinità e di corruzione dei corpi e dello spirito.

Marco Rossi

@marco_rossi88

(Foto di Mario D’Angelo)

 

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