Fausto e i suoi diabolici “sciacalli” al Teatro Ghione

Fausto è un rigattiere, che vive una vita sempre sull’orlo della povertà. In gioventù, faceva parte di una band, che ebbe un discreto successo con la canzone “Annalisa”, ma il loro sogno andò in frantumi durante una notte a Capri. Questa è la base del divertentissimo spettacolo “Fausto e gli sciacalli” scritto da Gianni Clementi in scena dal 3 al 15 maggio al Teatro Ghione.

L’occasione è stata ghiotta. Non avevo mai messo piede in uno dei teatri più belli della nostra città, il Teatro Ghione, ma soprattutto non volevo perdermi la grande bravura del duo merveille Nicola Pistoia e Paolo Triestino; ed eccomi qui a parlare dello spettacolo “Fausto e gli sciacalli” scritto da Gianni Clementi con la loro regia ed interpretazione, in scena dal 3 al 15 maggio presso il citato teatro.

Teatro Ghione

Fausto (Paolo Triestino) è un rigattiere che vive sulla Via Casilina. La sua è una vita di stenti; per vivere pratica anche la televendita. Fausto vive con una moglie infelice, un figlio che non vuole accettare di diventare uomo, un padre completamente sordo ed il migliore amico depresso. Fausto ha anche un dolore, un dolore grande che si porta appresso da diversi anni. Da giovane faceva parte, insieme anche al suo migliore amico, di una band, gli Sciacalli, che ebbero un discreto successo con una canzone dal titolo Annalisa. Ma poi, dopo una notte di festeggiamenti a Capri, il cantante del gruppo Elmore (Nicola Pistoia) decise di fuggire con il 95% dei diritti della canzone.

Ma ecco che Elmore torna a sconvolgere tutti gli equilibri, in una miscela esplosiva. Ecco che proprio lo spettacolo scritto da Gianni Clementi mette in luce con ironia e simpatia la falsità, l’animo cattivo ed amaro dell’essere umano, gli intrighi e le piccole e grandi bugie che sono insite dentro di noi, ma che in fondo lasciano una porta aperta alla speranza che i nostri sogni si possano realizzare. Tutto è stato molto ben caratterizzato dalla bravura di tutto il cast e dalla scenografia tridimensionale, curata da Alessandra Ricci, che riprende una Roma cattiva, inquietante ed opprimente.
Uno spettacolo bello, divertente ma che allo stesso tempo fa riflettere, amaro ed ironico. Un’ultima nota: la canzone Annalisa è stata composta per lo spettacolo da Stefano D’Orazio e Roby Facchinetti dei Pooh.
Marco Rossi
(Foto di Gabriele Gelsi)

Storico dell'arte e guida turistica di Roma, sono sempre rimasto affascinato dalla bellezza, ed è per questo che ho deciso di studiare Storia dell'Arte all'Università. Nel tempo libero pratico la recitazione. Un anno fa incontrai per caso Alessia Pizzi ed il suo team e fu amore a prima vista e mi sono buttato nella strada del giornalismo. Mi occupo principalmente di recensioni di spettacoli e di mostre, concerti di musica classica e di opere liriche (le altre mie grandi passioni)

COMMENTA QUESTA DOSE DI CULTURA

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui