Affittare la casa che non utilizziamo: cosa non dimenticare?

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Avere una seconda casa in famiglia non è una casistica fuori dal comune. Può capitare che ci venga lasciata in eredità da un genitore o da un parente o che sia di proprietà di uno dei coniugi. Per evitare di lasciarla chiusa per anni e di pagare delle tasse inutilmente, si potrebbe valutare di affittarla. Prima di decidere di affittare la propria casa bisogna controllare che tutto sia a norma e che si seguano le procedure richieste per una locazione corretta e in regola. Il diritto privato regola la trattativa e il contratto che intercorre tra il locatore e l’inquilino, definendo diritti e obblighi di entrambe le parti. Nel momento in cui si decide di affittare l’abitazione è consigliato innanzitutto documentarsi sulle procedure e sui documenti richiesti, in quanto esistono tipologie diverse di contratti di locazione. Molto utile potrebbe essere la consultazione di un libro di diritto privato che permette di inquadrare la questione dei contratti per l’utilizzazione di beni in modo più ampio e dettagliato.

Contratto di locazione: cosa prevede la legge?

Nel momento in cui si decide di affittare, bisogna controllare lo stato della casa: innanzitutto le condizioni di ogni singolo impianto, dell’arredamento (se si affitta la casa già arredata) e degli elettrodomestici che verranno forniti al futuro inquilino. A tal proposito, non bisogna dimenticare di avere a portata di mano la certificazione energetica dell’immobile in modo che gli interessati alla casa/all’appartamento possano farsi una prima idea dei consumi.

Prima dell’ingresso dell’inquilino, è buona norma che il proprietario si occupi della pulizia della casa in modo che questa sia accogliente. Per quanto riguarda, invece, la stipula e la registrazione del contratto, è il proprietario di casa che è tenuto a occuparsene, dopo aver concordato con l’inquilino il tipo di contratto più adeguato: non esiste un unico contratto di locazione in quanto questo risponde a requisiti precisi che garantiranno sia il proprietario che l’inquilino e sarà pertanto adattabile.

Il locatore dovrà recandosi entro 30 giorni dalla stipula dello stesso nella sede più vicina e di riferimento dell’Agenzia delle Entrate o richiedendo l’intermediazione di un CAF. Successivamente, il locatore dovrà comunicare il buon esito della registrazione, inviando la ricevuta contrassegnata da un codice identificativo. Nel caso si sia avvezzi all’utilizzo del web, è possibile effettuare la registrazione online del contratto di locazione mediante l’applicazione “RLI web”: in questo modo si potrà registrare il contratto in modo celere, versando direttamente l’imposta di registro e l’imposta di bollo. Questa procedura snellisce di molto l’operazione stessa, in quanto si evita la fila al CAF o presso l’Agenzia delle Entrate. Ovviamente ci si augura che tutto vada per il meglio e che né l’inquilino né il locatore abbiano motivo di incorrere in un conflitto: per una tutela di entrambe le parti, però, è estremamente importante che ogni clausola, specialmente in merito alla disdetta del contratto e al preavviso minimo da parte sia dell’inquilino sia del proprietario di casa, sia indicata in maniera dettagliata senza lasciare spazio alle interpretazioni.

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