I Woda Woda cercano la propria strada sulle sicure orme dei Litfiba

woda woda

Iniziare come cover band per poi provare a creare la propria arte.

Così è stato anche per i Woda Woda. Un percorso che tutti (o quasi) i gruppi musicali si ritrovano a vivere durante la loro esperienza. Si comincia giovani e sbarbatelli con il sogno di portare su qualche palco locale i pezzi della propria band del cuore. Quella band che all’inizio di tutto ti ha fatto venire voglia di “imbracciare” le armi da palco per poterle “suonare” come si deve al pubblico sotto.

Nel caso specifico, la band ispiratrice, sono stati i Litfiba. Nascono così i Woda Woda, brano omonimo da cui prendono in prestito il proprio nome, per omaggiare il duo storico Pelù/Renzulli che tanta storia ha scritto per il rock del nostro paese. Capita poi che ad un certo punto, come dicevamo poc’anzi, si voglia fare quel passetto in più. Un passetto che per il sottoscritto è sempre azione lodevole visto che ci si mette la faccia e il cuore. Non si crea dal niente senza mescolare questi due ingredienti.

Da questa ricetta è nato “Dipendenza”.

Il primo singolo inedito dei Woda Woda che non può non trarre ispirazione dalla band che omaggiano dal 2015. Specialmente nelle strofe e nell’attitudine vocale. Un pezzo che si fa gradire al primo ascolto grazie anche ad un ritornello semplice e immediato. Ovviamente nulla di nuovo, un brano che non intende osare nel suo essere e che percorre strade sicure. Chi ama o ha amato i Litfiba potrà ascoltare questa canzone in gran comodità.

Non si facciano paragoni, non è mai cosa buona e giusta e non sarò io a farli. La musica è l’estensione in note degli artisti che la compongono e delle influenze da cui provengono. La maturità artistica e la ricerca della propria strada è una lotta con se stessi che passa anche per la tappa chiamata “primo singolo” dove, a parer mio, bisogna apprezzare il coraggio di lasciare una strada certa (le cover) per l’ignoto e mai troppo ben visto “inedito”.

Auguro dunque ai Woda Woda di crescere, prendere i propri spazi, fare le proprie scelte e soprattutto continuare a fare ricerca all’interno della propria musica.

Emiliano Gambelli

Cantautore e scrittore per passione, "non" poeta per mia stessa ammissione, sognatore e poi sì, ho anche un lavoro vero.

COMMENTA QUESTA DOSE DI CULTURA

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui