Uomo donna, il nuovo album di Andrea Laszlo De Simone, è postmoderno

Andrea Laszlo De Simone

Venerdì 9 maggio è uscito il nuovo album di Andrea Laszlo De Simone, Uomo Donna.

L’album è stato anticipato dai singoli Uomo donna e Vieni a salvarmi, di cui abbiamo parlato qualche mese fa qui.

Il suo lavoro raccoglie  sonorità della musica italiana degli anni ‘60/’70 con venature psichedeliche.

I suoi brani sono molto introspettivi e un po’ malinconici. L’artista vede ed osserva le tante situazioni che gli si presentano con un occhio critico e allo stesso tempo le rielabora in base alla sua personalità.

I titoli sono belli, semplici e diretti ed è proprio per questo che lasciano d’incanto.

Qualcuno potrebbe pensare che siano “banali” ma, in realtà, l’accostamento delle parole, come Guerra dei Baci, Fiore mio, Eterno riposo, li rende peculiari ed intriganti.

Uomo Donna non contiene delle tracce nettamente divise tra loro, come per la maggior parte degli album. In ogni canzone ci sono degli elementi sonori che cominciano al termine di una traccia per proseguire nell’inizio della traccia successiva legandole, come nell’album The wall dei Pink Floyd.

Andrea Laszlo De Simone
Cover album Uomo Donna

Non basterebbero pagine e pagine per raccontare tutte le sensazioni e le immagini che suscitano i pezzi di questo album di Andrea Laszlo De Simone. Alcuni fanno pensare ad una storia d’amore finita, come Meglio, Eterno riposo, Questo non è amore, Che cosa. In altri brani, quali Uomo donna, Solo un uomo, gli uomini hanno fame, appare evidente l’analisi obiettiva dell’occhio critico dell’autore.

L’intro di Eterno riposo ricorda vagamente quello di Watchtower di Jimi Hendrix mentre il testo della canzone l’ho interpretato come una dedica alla morte “un uso antico, che è pura e amara” per chi lasciamo.

Stupisce Questo non è amore, poiché il testo è triste e sembra parlare di una delusione sentimentale. Invece la musica è allegra, fa quasi venir voglia di ballare, che è l’unica cosa che si vorrebbe fare quando si è tristi.

“A volte io non sono in me, perdo la lucidità e non so più chi sono, sono solo un uomo”: Solo un uomo ci ricorda che siamo solo persone, esseri umani che non possono essere perfetti.

Sparite tutti è il pezzo che chiude egregiamente l’album. Il testo è molto profondo e custodisce in sé molteplici significati. Il brano si apre con un uomo e una donna per chiudersi senza nessuno, con l’esortazione “sparite tutti”.

Ascoltando Uomo Donna la mente viaggia e si lascia trasportare. Il tempo e lo spazio quasi si azzerano. Succede molto raramente di ascoltare delle canzoni e rimanerne come ipnotizzati. Con Laszlo è successo.

Spero di poter sentire ancora in futuro i lavori di Andrea Laszlo De Simone e scoprire cosa realizzerà con la sua mente creativa.

 

Ambra Martino

 

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