Anteprima: Strueia – La chitarra il bosco lo spleen

Strueia
Il cantautore Strueia

Anteprima: Strueia – La chitarra il bosco lo spleen

Esce il 10 febbraio il nuovo album del cantautore Strueia, che offre al pubblico una versione minimalista del suo spleen.

Attivo dal 2009 e reduce da due album editi entrambi dalla 42 Records, Strueia continua il suo percorso da solista incidendo il suo terzo album, questa volta in collaborazione con MiaCameretta Records e Noia Dischi. “La chitarra il bosco lo spleen” è un titolo che in sé già racchiude la misteriosa atmosfera dell’opera e le fonti di ispirazione dell’artista.

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Copertina dell’album ad opera di Irene Scarchilli

Tutte le canzoni, infatti, nascono tutte alla chitarra per poi essere rielaborate e arricchite da una densa sovrapposizione di tracce che crea una sorta di immagine onirica sulla quale i testi sembrano viaggiare indisturbati.

Il tutto comunque appare rispettoso della “premessa” di una estetica lo-fi, per la quale il suono non viene trattato in maniera particolarmente distante dall’originale. Il bosco, che è il luogo di riflessione e ispirazione per Strueia, è presente in quasi tutte le tracce sotto forma di effetti sonori.

Tali effetti non fanno altro che ricordare la solitudine e la tranquillità di questo luogo dalla quale probabilmente ha origine lo spleen.

L’album si apre con “Canzone con due note”, perfetta rappresentante dell’opera intera. Il tono malinconico si fonde alla melodia lenta e ripetitiva, creando una sensazione di ebrezza e smarrimento tipiche di questo genere musicale che dall’indie si affaccia a sonorità più elaborate.

Degna di nota è anche “Da soli”, che si rivela un brano ricco di poesia e tenerezza, dove le parole sono cullate da accordi sapientemente sovrapposti a una chitarra solista semplice ma incisiva.

A rappresentare invece il “clima di fine estate” che pervade l’album è “Agosto”, che come una canzone di Perry Como ricorda incredibilmente una sorta di atmosfera americana degli anni ’40.

Sfortunatamente le altre tracce non lasciano un’impronta consistente e a volte sembrano ripetere lo stesso motivo all’infinito, rendendo l’album a tratti pesante. Anche la variazione data dai vari effetti purtroppo non incide a discapito, quindi, del piacere dell’ascolto.

In generale “La chitarra il bosco lo spleen” appare come un album ricco di ottime intenzioni non sempre, però, ben realizzate e adatto solo a un ristretto gruppo di amanti del genere malinconico.

Gianclaudio Celia

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