“L’Ora di Mezzo”: Francesca Romana Perrotta canta le donne

Francesca Romana Perrotta

“L’Ora di Mezzo” è il nuovo album di Francesca Romana Perrotta. La cantautrice salentina è giunta ormai al suo terzo lavoro, che conferma la sua grande e originalissima personalità artistica.

Con uno stile difficile da classificare che spazia dal rock alla canzone d’autore, Francesca Romana, ha conquistato diversi e importanti premi. L’ultimo nel 2016 è il premio Musicultura (dove ha già riportato due vittorie nel 2007 e nel 2010) per il miglior testo con il brano Il grido, inserito proprio ne  “L’Ora di Mezzo”.

Francesca Romana Perrotta negli anni ha collaborato poi con nomi di grande rilievo della scena musicale italiana, come Teresa De Sio, Cristiano De André e Luigi Pacifico. In questa sua nuova prova, si segnala la partecipazione di Gianluca De Rubertis al pianoforte e alle tastiere in quasi tutte le tracce e alla voce (in duetto con Francesca) in Io sono l’egoista.

Da ascoltare preferibilmente dopo il tramonto

È il consiglio che la cantante dà a tutti i gli ascoltatori dell’album. L’ora di mezzo è l’attimo subito prima della sera. Quando c’è ancora un barlume di luce ma i confini delle cose non sono più così definiti. L’ora di mezzo è il momento in cui avviene l’incantesimo. Abbattere le rigide convenzioni del giorno e aprirsi finalmente all’immaginazione.

Le varie canzoni che si susseguono ne “L’Ora di Mezzo” passano dalle energiche sferzate rock alle classiche ballate cantautoriali italiane. A un primo sguardo l’aspetto e lo stile ricordano una giovane e più soft Loredana Bertè. In alcuni casi il richiamo sembra a Franco Battiato, in altri addirittura qualcosa ricorda vagamente i Matia Bazar.

Tema fondamentale della produzione musicale di Francesca Romana Perrotta è l’impegno sociale riguardo al ruolo femminile.

Impegno che esprime sia attraverso canzoni autobiografiche sia raccontando le storie di altre donne. Donne illustri della storia e della letteratura sono, infatti, le protagoniste assolute, accanto ovviamente alla stessa Francesca, de “L’Ora di Mezzo”.

Il primo di questi personaggi che incontriamo nella tracklist è Lucida Mansi, contessa assassina del ‘600, protagonista de La Torre delle Ore. Francesca Romana Perrotta ha ripreso in questo brano la leggenda della nobildonna lucchese, che pare uccidesse i suoi amanti facendoli cadere, dopo le prestazioni amorose, in botole irte di lame affilatissime.

La storia narra, inoltre, che per mantenere eterna la sua giovinezza e la sua bellezza strinse un patto col diavolo in cambio della sua anima.

Quando però il Diavolo ricomparve per prendersi ciò che gli spettava, Lucìda tentò di ingannarlo. Si arrampicò sulle ripide scale della Torre delle Ore (da qui il titolo!) per fermare la campana che avrebbe segnato la mezzanotte e la sua morte. Il tentativo fallì, il Diavolo la caricò su una carrozza infuocata e la portò via con sé attraversando le Mura di Lucca fino a gettarsi nelle acque del laghetto dell’Orto botanico comunale. Tutto questo è raccontato perfettamente in musica da Francesca Romana con un’abilità che si potrebbe definire quasi da cantastorie.

Francesca Romana Perrotta
https://www.facebook.com/francescaromanaperrottamusic/

 

Poi è la volta di Penelope nel brano Sul filo, seguito da Medea in cui l’eponima eroina greca parla della sua natura senza rimorsi, complice del suo peccato.

Maria Antonietta (Viola Maestà) è forse il brano più rock dell’album. Le parole sono pronunciate dalla regina in prima persona nei suoi ultimi attimi prima della decapitazione. Racconta della sensazione di libertà quando Parigi ha ucciso la regina e la donna può finalmente essere sé stessa, semplicemente Maria Antonietta.

Infine Elena di Troia con la sua fatale bellezza è protagonista della penultima traccia, Il sorriso di Elena.

Il disco si conclude con Il ballo dei fantasmi.

Le prime note suonano quasi come l’intro di una canzone dei Radiohead. Poi parte la voce, che insieme all’atmosfera onirica e un po’ gotica, dà la sensazione di trovarsi di fronte a una Kate Bush italiana. La notte, con la sua luna argentata, è lo scenario di quest’ultima traccia. Il brano sancisce, infatti, la duplice fine de “L’Ora di Mezzo”. Dell’album nella sua architettura, ma anche di questo magico e affascinante momento di transizione tra la luce e le tenebre.

 

Francesca Papa

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