La geometria delle abitudini, nuovo disco per i Vostok

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La geometria delle abitudini, nuovo disco per i Vostok

Brividi. Sono brividi quelli che ti scorrono lungo la spina dorsale ascoltando i Vostok.

Il gruppo nasce nel 2011 da un’idea di Giuseppe Argentiero che ha previsto da subito una collaborazione stabile con Mina Carlucci e l’alternarsi di diversi altri artisti.

Ma da dove proviene il loro nome? La parola è russa e significa “est”. Il riferimento è al progetto sovietico – Vostok appunto – di missioni spaziali che riuscirono a portare, per la prima volta nella storia, un uomo nello spazio.

L’est, anzi il sud-est, è anche il luogo di origine di questo duo: entrambi i musicisti sono infatti pugliesi.

Vostok geometria delle abitudini

“La geometria delle abitudini” è il secondo album dei Vostok che uscirà il 31 Gennaio per la neonata etichetta Nonomori.

A quattro anni di distanza dall’uscita del loro primo disco – “Lo spazio dell’assenza”, disponibile on line – i Vostok tornano con nove brani inediti per regalarci mezz’ora di musica intima, calda e profonda. Indefinibile il loro genere musicale: probabilmente un mix di cantautorato, ethereal neofolk, smooth jazz e neoclassica.

La magnifica voce di Mina Carlucci, le chitarre acustica e classica suonate con eleganza da Giuseppe Argentiero, il sax puntualmente aggiunto, così come i violini, rendono tutto molto magico. La musica, curata nei minimi dettagli, è accompagnata da testi gravidi di poesia (tutti in italiano, uno in inglese), nove canzoni che ci coccolano.

  Avia è il primo singolo estratto da “La geometria delle abitudini”

Avia è una particolarissima dichiarazione d’amore.

Racconta della difficoltà di lasciarsi andare alle emozioni, di far crollare le barriere e lasciarsi amare. Ed è proprio come se un muro venisse buttato giù quando quasi a metà del brano il solo di chitarra e voce incontra le arcate dei violini. Si aggiungono anche basso e batteria con un incedere lento, ma energico, rassicurante.

È un crescendo di volumi, tonalità, emozioni. Il tutti si affievolisce poi lentamente per lasciare la conclusione alla sola voce accompagnata dalla chitarra. Si torna alle origini, ma con un bagaglio di emozioni tutto nuovo.

In questo senso Avia è perfetta sintesi dell’intero disco (e della sua geometria).

Come un cerchio che si chiude, infatti, la prima traccia dell’album si intitola L’ultima notte, mentre l’ultima è Un nuovo giorno. Una scelta di titoli chiastica e ossimorica insieme: l’inizio è una conclusione e la fine è un nuovo inizio. Nel mezzo, un dispiegarsi dolce e malinconico dell’anima. Ai brani cantati si alternano pezzi interamente strumentali in un equilibrio quasi mistico.

Insomma entrare in contatto con la musica dei Vostok è un’esperienza che ha del sublime. È come fluttuare nello spazio in assenza di gravità: dolce e solitario. Ascoltare per credere!

L’appuntamento è per martedì 31 gennaio, con l’uscita de “La geometria delle abitudini” in edizione fisica e digitale: non perdetevelo!

Francesca Blasi e Francesca Papa

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