I rivoluzionari Pentatonix incantano l’Atlantico

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Dopo l’incredibile successo dello scorso anno i 5 cantanti tornano in Italia per due concerti, il primo dei quali all’Atlantico di Roma il 18 giugno.

Da sinistra: Avi Caplan, Kirstin Maldonado, Scott Hoying, Mitch Grassi e Kevin Olusola.
È veramente indispensabile utilizzare degli strumenti musicali per creare una melodia completa e divertente che incanti il pubblico? Sicuramente i Pentatonix risponderanno di no. Il gruppo “a cappella” americano si è affacciato sulla scena musicale nel 2011 e da allora non ha mai smesso di stupire. Sfruttando la notorietà acquisita con il talent show The Sing-Off, i cinque talenti hanno continuato ad esibirsi sui palchi più prestigiosi del mondo e a portare avanti il loro progetto. Oltre ad aver raggiunto più di un miliardo di visualizzazioni su YouTube grazie ai loro mash-up e medley, nel 2015 hanno pubblicato “Pentatonix”, un album omonimo con canzoni originali.
La serata all’Atlantico inizia con le migliori aspettative, sono infatti a migliaia a presentarsi per live. A scaldare il pubblico è la coppia Us The Duo, entrambi diventati famosi grazie alle loro performance su internet, nelle quali la stupenda voce della cantante si mescola alle note del marito polistrumentista.
I Pentatonix a inizio concerto.

Giunge quindi il momento dei Pentatonix che, acclamati dal pubblico, danno subito sfoggio del loro talento. Le cinque voci infatti danno vita ad un mix perfetto in cui il beatboxer Kevin Olusola e il basso Avi Caplan creano una base straordinaria, comparabile a percussioni e strumenti a corda reali. A ciò si aggiungono le soavi voci di Kirstin Maldonado, Scott Hoying e Mitch Grassi, il cui falsetto ha dell’irreale. Si susseguono quindi tutte le canzoni che hanno reso famoso il gruppo tra cui il mash-up “Daft Punk” e la cover di “If I Ever Fall in Love” di Jason Derulo.

Scott Hoying intona “Radioactive”.
Uno dei picchi della serata si ha quando Kevin Olusola imbraccia il violoncello per eseguire il “Preludio n°1” di Bach. Ma non è tutto, oltre a suonare il violoncello il cantante inizia a fare beatbox per un mix tra musica classica e contemporanea da brividi. Si passa subito ad un’altra famosissima cover, “Radioactive” degli Imagine Dragons, e il pubblico è realmente in visibilio.
Kevin Olusola durante l’esecuzione del Preludio n°1.

Giunti alla fine del concerto i cinque concedono al pubblico un’altra perla di rara bellezza. Le luci si spengono, ne rimane solo una sul palco intorno alla quale il gruppo si riunisce. Viene chiesto al pubblico di rimanere in silenzio totale ed è adesso che avviene la magia. I cinque cantanti iniziano a intonare “A Light in the Hallway” totalmente in acustico, senza l’uso dei microfoni.

Il concerto si chiude con la loro canzone originale “Sing”.
I cinque si preparano all’esecuzione di “A Light in the Hallway”.
È stato un concerto sorprendente ed emozionante, ricco di passione e allegria, in cui cinque cantanti hanno rimpiazzato senza alcuna difficoltà strumenti reali con le loro voci, riuscendo a non farne sentire la mancanza.
Foto: Gianclaudio Celia
Gianclaudio Celia
@Gian_Celia
Gianclaudio Celia
Musicista e fotografo. Ha una insana passione per la musica live.

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