Il nuovo disco di Guy Littell tra tentativi a stelle e strisce e risultati altalenanti

Nuovo album di Guy Littell

Un po’ di influenze qua e la, dove tra tutte sicuramente possiamo trovare sonorità di tempi passati. Sapori che rimandano all’America delle distese infinite. Di Grand Canyon e camicie a scacchi.

Esce a dicembre One of those fine days il nuovo disco di Guy Littell, nome d’arte di Gaetano Di Sarno, nato a Torre del Greco (NA). Il suo nome d’arte arriva direttamente dal  romanzo di James Ellroy American Tabloid.

Guy Littell

Un disco che vive di alti e bassi.

A tratti compassato come nel caso di Love It, un brano che probabilmente non è riuscito appieno nell’intenzione iniziale e dove sembra esserci un po’ il riassunto di un disco che scorre non sempre con facilità.

Sembra infatti non decollare mai veramente. Come se l’artista abbia deciso di tirare il freno a mano, osando poco soprattutto nella ricerca delle linee melodiche che non sempre risultano funzionali.

Il primo singolo estratto è Cheating morning di cui è stato anche realizzato un video. Qui il brano subisce uno sviluppo diverso e il ritornello è sicuramente più immediato. Da qui, immaginiamo, la scelta di utilizzare la traccia come apripista del nuovo disco di Guy Littell. Le note più positive sono i due brani che aprono e chiudono il disco: So special e Old soul.

Questa due canzoni sembrano avere dentro di loro una luce diversa. Piacevole il riff di chitarra del primo dei due brani, con cui l’ascoltatore viene introdotto alla tensione del ritornello. Non un caso che la frase So special venga poi pronunciata proprio sul riff citato, come a marcare il punto forte del pezzo.

Le atmosfere “americane” sono sicuramente il punto forte del nuovo disco di Guy Littell.

Le sue influenze musicali escono sicuramente allo scoperto in tutte e dieci le tracce che compongono i disco.  Neil Young, Mark Lanegan ed Elliott Smith sono presenti nel DNA dell’artista campano. Guy Littell riesce comunque a trovare un suo sound e il disco in questo è coerente. Molto bello il brano Don’t Hide in cui la chitarra classica e la voce di Guy sembrano raggiungere il punto più alto di tutto l’album.

Certi che la dimensione live renderà maggiore giustizia alla sensibilità musicale che una musica come questa merita, attendiamo di ascoltare i suoi prossimi lavori con la fiducia che l’artista merita.

 

Emiliano Gambelli

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