“Long Shadows”: l’ultimo singolo di Fabrizio Cammarata

fabrizio cammarata

Si chiama “Long Shadows” ed è l’ultimo singolo del cantautore Fabrizio Cammarata, tratto dall’album “In Your Hands” uscito nel 2016.

Fabrizio Cammarata, classe 82, ha un vasto bagaglio musicale prima di arrivare a “Long Shadows”. Ha infatti debuttato ben dieci  anni fa con la band The Second Grace. Dopo il suo primo album da solista “Rooms”  tra il 2012 e il 2015 apre i concerti di Ben Harper, Patti Smith, Tamikrest  giusto per nominarne qualcuno. Nel 2014 pubblica “Skint and Golden” , album dalle atmosfere soul e dal 2013 lavora al road movie “Send You A Song” incentrato sulla canzone tradizionale messicana “La Llorona” (contenuta nell’Ep  “In Your Hands”). Nel 2017, insieme ad Antonio Dimartino (cantautore siciliano anche lui) , dà vita al progetto “Un mondo raro”: un disco, un libro e uno spettacolo teatrale.

Ma torniamo a “Long Shadows”, brano lanciato sui siti internazionali Clash Music e Intro.

Brano che chiude l’EP “In Your Hands” e che anticipa il nuovo. Album che sarà pubblicato in Italia dalla 800A, in Austria Germania e Svizzera dalla prestigiosa etichetta Haldern Pop e distribuito in tutto il mondo da Kartel Music Group. Voce graffiante e sicura, una storia tutta da ascoltare ad occhi chiusi, lasciandosi guidare dalla chitarra.

E’ disponibile su Youtube il videoclip di “Long Shadows”, diretto da Manuela Di Pisa. Video essenziale, che si sofferma su alcune parole che si ripetono, come heart, fall, now, eclipse, everywhere. Quattro minuti che raccontano, attraverso luci ed ombre e grazie a due donne, un’eclissi.

È quando siamo testimoni del fatto che il Sole è ben lontano dall’essere un oggetto perfetto: è tormentato, nervoso. L’eclissi è sempre stata considerata come un cattivo auspicio, in antichità, ma è – per definizione – un fenomeno transitorio. L’ora si avvicina, rivela, e va via in pochi minuti, lasciandoci con solo la memoria di un fugace momento di consapevolezza. Abbiamo immaginato questo videoclip come un’eclissi totale di memoria” – racconta Fabrizio.

Serena Pastorelli

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