Ermal Meta e il Vietato Morire Tour: è stato bello sognare, sognare insieme

Ermal Meta, Vietato Morire Tour
Saluti Finali, Ermal Meta-Vietao morire

Quella svoltasi ieri nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica si configura come l’ottava data del Vietato Morire Tour di Ermal Meta. Iniziato il 22 Aprile a Roncade (provincia di Treviso), interesserà quasi tutta Italia nei prossimi mesi.

Ermal Meta, che con la sua “Vietato Morire” si è classificato terzo al Festival di Sanremo dell’anno corrente, opta per uno stile essenziale nella scenografia, lasciando alla voce e alla musica il ruolo di protagoniste assolute della serata.

A scaldare gli animi prima dell’inizio dello spettacolo, due artisti rivelazione, pupilli Mescal: Carlo Bolacchi, che ha intrattenuto tutti con un’allegria travolgente, e Cordio, un giovane cantautore e una piacevolissima scoperta.

Quando il concerto ha inizio, ci si rende immediatamente conto della potenza di ciò cui si sta per assistere. Bastano pochi secondi per essere catapultati in un’altra dimensione, complice anche l’acustica impeccabile che caratterizza l’Auditorium.

L’artista tiene il palco come pochi sanno fare, riesce a coinvolgere tutti, nessuno escluso. L’empatia che aleggia nell’ambiente è travolgente. Persone sconosciute si sorridono e si abbracciano, si balla a ritmo di musica nonostante l’ambiente richieda di stare seduti.

A momenti di estrema euforia, ottenuti attraverso i pezzi più movimentati del disco si alternano attimi di pura magia. Due fra tutti resteranno indelebili nella mente dei presenti. Il primo è durante “New York”, una canzone dolcissima e struggente. Nel buio totale della sala, Ermal invita i presenti ad accendere le torce dei cellulari ricreando, in questo modo, un surreale cielo stellato all’interno della sala, un’atmosfera da brividi.

Il secondo momento merita uno spazio tutto suo e si è consumato durante l’esecuzione di “Amara terra mia”. La canzone di Domenico Modugno che ha permesso a Ermal di aggiudicarsi, questo Sanremo, il premio per la cover migliore nonché i complimenti della moglie dell’artista. La sala è completamente buia, un silenzio irreale avvolge l’ambiente. Nell’interpretazione, Ermal immagina un duetto con “Marì”, richiamando, in questo modo, sia il Modugno dialettale sia la sua teatralità. Il falsetto utilizzato per mettere in scena la seconda voce del dialogo è qualcosa d’iperuranico. Non si percepisce nemmeno un fiato da parte del pubblico in sala. Tutti sono incantati dalla potenza dell’esibizione e dalla sua trascendentalità.

Ermal non si risparmia nemmeno un secondo, canta, balla, corre in mezzo al pubblico e si arrampica per raggiungere gli spettatori della galleria. Sul finale invita tutti sotto il palco per le ultime canzoni ed è un momento di puro incanto. Si è talmente vicini che si diventa un unico corpo, un’unica voce che canta e sogna assieme all’artista.

Quando calano le luci, si torna alla realtà, ci si guarda e si cerca di focalizzare ciò che si è appena vissuto. Aleggia un senso di felicità e di armonia, la magia del concerto allontana tutti gli affanni della vita quotidiana.

In conclusione, se non l’avete ancora fatto, vi consiglio vivamente di presenziare a una delle date del Tour. A Roma tornerà il 22 Luglio, sempre in Auditorium. È un’esperienza entusiasmante e coinvolgente, mi sento di dirvi che non ve ne pentirete.

Simona Valentini

2 Commenti

    • Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto ?
      Concordo con te, concerto emozionante. Ermal e la sua band sono stati sensazionali!!

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