Un anno di Battisti su Spotify: la tua dose di Lucio

Lucio Battisti Playlist Spotify

È già passato un anno da quando è arrivata la musica di Battisti su Spotify. 

Dopo una lunga battaglia legale durata anni, Mogol è riuscito ad avere la meglio.

Grazie a questa vittoria, i brani scritti e composti dal duo più forte della musica italiana sono stati caricati sulla piattaforma di streaming musicale.

Per tale ragione sono disponibili solo gli album scritti con Mogol.

Prima la musica di Battisti non era disponibile su Spotify né su altre piattaforme, poiché i suoi diritti li ha ereditati la moglie Grazia Letizia, che tutela l’immagine del marito.

Eppure a molti sembra che Grazia Letizia Veronese stia cercando di cancellare la memoria del marito, piuttosto che tutelarla. Ostruisce qualsiasi iniziativa che riguardi la sua vita privata e la sua carriera musicale, a prescindere che una cosa sia “all’altezza” di Lucio o no.

Nel 2012 Mogol fa causa alla Edizioni Musicali Acqua Azzurra e solo nel 2016 si giunge alla sentenza.
Benché non sia riuscito ad ottenere i danni direttamente da Grazia Letizia Veronese, per la sua opposizione allo sfruttamento commerciale della discografia firmata Battisti-Mogol, li ha ottenuti da parte di Edizioni Musicali Acqua Azzurra, controllata comunque dalla Veronese e dal figlio.

Se non fosse stato per Mogol, forse la bellezza di quelle canzoni sarebbe caduta lentamente nell’oblio.

Mentre le generazioni più giovani e quelle venture avrebbero ascoltato a malapena la sua discografia all’infuori di La canzone del sole e Il mio canto libero.

Asserire di voler tutelare la memoria artistica di Battisti e poi impedire che la sua musica sia disponibile sulle piattaforme di streaming musicale, è un controsenso. Da qualsiasi punto si voglia analizzare la cosa.

Inoltre il 25 settembre è uscita anche Rarities. Si tratta di sedici canzoni, tra singoli, versioni alternative, rarità e lati B, raccolte in un’unica collezione. 

Per il suo primo anniversario streaming, ecco la playlist su Lucio Battisti su Spotify con la nostra raccolta di canzoni preferite.

Ambra Martino
Crediti immagine in evidenza: Francesco Fario

2 Commenti

  1. nella rivista “diva e donna” n.24 del 18 giugno 2019, ci fu un’intervista a Mogol il quale affermava che la vedova ha perso la causa per ostracismo. Nella stessa rivista, n.27 del 9 luglio 2019, la Signora Veronese ha fatto sapere alla redazione che non è assolutamente vero che ha perso una causa con il Signor Rapetti per ostracismo e , tanto meno, che esiste una sentenza che lo abbia mai scritto.Vero è invece che il Tribunale di Milano con sentenza n.9232 del 22 luglio 2016, passata in giudicato, ha mandato assolta la Signora Veronese dall’accusa di mala gestione societaria, condannando non Lei, bensì la Edizioni musicali Acqua Azzurra a pagare in favore del Signor Rapetti la somma di 2,6 milioni di euro per inadempimento dei contratti di edizione musicali dallo stesso stipulati con la società. — D’altronde, già nel luglio 2016 aveva commentato così al corriere della sera: —” Mogol potrà abbinare “Acqua azzurra, acqua chiara” a un dentifricio, ma dovrà farsela cantare da uno dei suoi allievi del Cet di Tuscolano. Il suo scopo […] può dirsi fallito». Così la vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese, commenta la sentenza che risarcisce il paroliere con 2,6 milioni (a fronte degli 8 chiesti) per il mancato uso commerciale dei brani scritti per Battisti. Li pagheranno le Edizioni musicali Acqua azzurra, di cui Mogol è socio. «Spiace che non se ne faccia una ragione. Ma la sentenza dice così. Il resto è frustrazione». La Signora Veronese ha sempre difeso l’Opera del marito dallo sfruttamento commerciale più avvilente .

    • La signora Veronese ha difeso eccessivamente l’opera del marito, secondo me, impedendo spesso che anche per belle cause si utilizzi la sua musica.
      Quanto a quello che ha scritto prima, benché io non legga “Diva e donna”, l’ho già riportato molto sinteticamente nel testo: ” li ha ottenuti da parte di Edizioni Musicali Acqua Azzurra”.
      Personalmente penso che non concedere che la musica del proprio consorte defunto sia caricata sulle piattaforme digitali per ascoltare musica, sia una forma di ostruzionismo che, lentamente, farà diventare la musica di Battisti (il repertorio non creato con Mogol) per una nicchia molto piccola e forse composta prevalentemente da persone anziane di età.

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