Articolo 31: la reunion sul palco del Fabrique a Milano

Articolo 31 canzoni
Articolo 31 canzoni

Lo ha annunciato J-Ax sui social: “Gli Articolo 31 tornano finalmente assieme esclusivamente per le 5 date al Fabrique”.

Per tutti gli adolescenti che sono cresciuti con gli album degli Articolo 31 questa è veramente un’ottima notizia. Ci sono band che ti spezzano il cuore quando ti informano della fine della loro collaborazione. Penso ad esempio ai Gallagher, i fratelli più litigiosi della storia del rock, e alle Spice Girls su cui aleggia il mistero di una probabile reunion.

Gli Articolo si sono divisi nel 2006 ma finalmente hanno fatto pace. Dalla sua bacheca Ax ci avvisa:

“Abbiamo messo una pietra sopra ad anni in cui non ci siamo risparmiati critiche e malignità, ma siamo anche uomini abbondantemente adulti e i veri uomini riescono a perdonare gli amici. Nella vita, del resto, possiamo comprare tutto, tranne le persone che ci stanno vicino e a cui vogliamo bene. Per questo motivo sono felice di annunciarvi una cosa che mi chiedete da anni: gli Articolo 31 tornano finalmente assieme”.

 

 

Articolo 31 canzoni
Ax e Jad

 

Ax continua nel suo post così:

“In ognuno dei live ci sarà un momento dedicato agli Articolo 31 in cui io e Jad faremo alcuni pezzi storici assieme per celebrare quei magici anni. È tempo di tornare a cantare tutti assieme. Abbiamo tanto da recuperare”.

Dal 12 settembre, data del post di Ax, le date sono raddoppiate e sono tutte sold out tranne una, quella dell’11 novembre.

E allora in attesa dei concerti degli Articolo 31 vi propongo una playlist dei miei brani preferiti!

 

DOMANI 

L’autostrada scivola veloce, sto mangiando quel gelato che ti piace, che ti fa ingrassare, tutte le menate quante volte le ho sentite, mi gira in testa ancora la tua voce, dolce musica, pure quando isterica, quasi psichedelica, senza dubbio erotica. E penso a quanto spesso son finito nel tuo letto a smaltire quel gelato, a restare impigliato nei tuoi capelli con il mio orecchino, a fare casino, per farmi stare zitto mi schiacciavi sulla bocca il tuo cuscino. Fumare sigarette, raccontarti barzellette fino al mattino, e mi divertivo quando mi correggevi se sbagliavo un congiuntivo.

ARIA

E adesso barman riempimi il bicchiere metti qualcosa di tranquillo poi vieni qui a parlare, tanto già lo so che hai già capito che mi è capitato, il tuo bancone ne ha sorrette di persone messe in questo stato, parlami degli amori che hai passato io ti parlerò del mio che è appena nato. Ti parlerò di lei, dirò cose che fra un’ora non ripeterei, che a lei non direi mai. Ok, ora metti che ha queste frecce veramente questo Cupido che le tira, ecco ha sbagliato mira, ha colpito me e lei no, lei questa notte dorme con qualcuno che non so e io non dormirò, succede o almeno dicono, in un film lo troverebbero poetico romantico una cotta a senso unico, io mi vedo comico e rido di emozioni senza trattoria guardando lei disperdersi nell’aria.

 

OHI MARIA

È una canzone d’amore mi sale dal cuore
con ardore, candore di stile cantautore
caro ascoltatore la canto con calore struggente
un mix tra Masini e Cocciante e cosciente
che serenate ne ha già scritte tante, in tanti
con sentimenti e intenti differenti
con pianti, lamenti, accordi struggenti, ricordi.

MILANO MILANO

Non c’è mai parcheggio ed è sempre peggio

settimana della moda vita mondana in coda in auto a noleggio

L’alternativo beve vino vicino agli yuppie in Brera

sera a tema tropico latino tutti in fiera tra chi rapina per la cocaina

sento un vecchietto che canta in dialetto alla sua Madonnina

E quando la nebbia scompare in lui mi riconosco

come una goccia nel mare mi ritrovo al mio posto.

 

GENTE CHE SPERA

Ragazzi della crisi dei valori riempiamo diari con pensieri migliori
Non vogliamo vinti o vincitori ma tempi migliori per chiunque ha sofferto
E siamo uguali da Milano a Bari nonostante Umberto
C’è chi studia per l’esame all’università, chi si sposerà, chi ha il cuore spaccato a metà
Chi della terra è stufo e in cielo cerca gli ufo
Chi al giorno c’ha il rifiuto e vive orari da gufo e non vogliamo più eroi, nessuna bandiera.

 

COSÌ E COSÀ

Te lo direi in discoteca in centro pista, in biblioteca, nella sala d’attesa del dentista, in salita e in discesa, in piedi o distesa, mentre fai la spesa al supermercato. Sull’autobus affollato, te lo direi su un dirigibile, poi su un sommergibile, te lo direi a Messina in canotto sullo stretto, sul cavallo, prima al trotto, poi al galoppo, forse è troppo era un giochetto, per me sarebbe il massimo anche dirtelo in un letto.

 

UN’ALTRA COSA CHE HO PERSO

Sei un’altra cosa che ho perso che mi è scivolata, che mi è caduta
io c’ho provato ma non ti ho tenuta
va beh pazienza credimi posso farne senza
sei già un ricordo in dissolvenza e non fai differenza con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto.

 

VENERDÌ

Cinque giorni che mi sbatto, di stress, di fatica, grazie al cielo è venerdì per due giorni mo è finita, stasera si va in vita, sei di pomeriggio e sembra che c’è il sole, aria primaverile anche febbraio il venerdì a quest’ora rassomiglia ad Aprile equivale a magliettine e minigonne che stile! Suono il piatto se mi piace una vai bella splendi come una stella, stasera caccia grossa con i miei soma, tutti a casa mia prima di cena, overdose di doccia schiuma.

 

VOLUME

UNA…sere come tante insignificante
DUE…le mongolfiere nelle mutande
TRE…lampi di luce abbagliante, cassa e rullante quattro secondi e sono dentro all’istante
alzo il volume della radio e cambio faccia al pianeta
Milano ha un cielo blu seta ed è una grande discoteca
e con i bassi metto a dura prova i diffusori
faccio lo zarro, guido con il braccio fuori
non è colpa mia se questa è roba calda ma che ti esalta e ti rimbalza solo se è ascoltata alta

 

LO ZAC E LA TROMBA

Era un sabato sera, ma senza febbre…
Una di quelle tante sere di Settembre nebbiose, uggiose, noiose da overdose
niente da fare ero in giro a cazzeggiare da solo
in tasca giusto l’ammontare per comprare un ghiacciolo
ma quale ghiacciolo, c’era un freddo che pareva di essere al Polo Nord,
io il freddo non lo sopport, serata pacc, ma perbacc
ecco spuntare da dietro il muretto chi ! DJ ZAK

Valeria de Bari

Valeria de Bari
Sceneggiatrice, chitarrista, poetessa, pittrice: quello che sogno di diventare da grande. Ops ... sono già grande. Amo la musica (soprattutto il punk, il rock e le loro derivazioni), le immagini-movimento e l'arte del racconto (o come si dice oggi lo "story telling"). La mia vocazione è la curiosità. That's all folks

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