Quasi 40 anni di musica da brividi: buon compleanno Thriller

Thriller album michael jackson recensione

Il 30 novembre del 1982 veniva pubblicato Thriller, il secondo album solista di Michael Jackson.

Quello che ad oggi è il disco più venduto nella storia della musica (si stimano oltre 100 milioni di copie), compie 35 anni e non sembra voler far perdere le tracce di se. Dopo Off the wall, il disco che ha presentato al mondo la figura di Michael Jackson adulto, Thriller doveva essere l’album della definitiva consacrazione e, in qualche modo, ossessionerà per sempre il Michael Jackson artista.

Inizialmente chiamato col titolo di Give me Starlight, il disco è prodotto da Quincy Jones. Il binomio Jackson-Jones vedrà la collaborazione in tutti i primi tre album solisti dell’artista di Gary, dunque fino a Bad (1987).

Un disco che ha visto collaborare al suo interno alcuni dei protagonisti più importanti della storia della musica. Tra loro possiamo ascoltare la voce di Paul McCartney nel brano The girl is mine; quattro elementi dei Toto : Jeff e Steve Porcaro (batteria e sintetizzatore), David Paich (pianoforte) e Steve Lukater (chitarra); Eddie van Halen (nel famoso solo di chitarra di Beat it) e Vincent Price, che prestò la voce al monologo all’interno della title track.

Il disco è composto da nove tracce e tra loro ci sono probabilmente alcuni dei successi più grandi di M.J. Tra questi ne citiamo alcuni andando a raccontarvi qualche curiosità per ognuno di loro:

Billie Jean: Michael Jackson creò il famoso giro di basso che contraddistingue il brano grazie ad un’arte che padroneggiava assai bene: il beat box. Inizialmente il titolo e l’intro molto lungo non convincevano il produttore Quincy Jones che cerco di dissuadere Michael. Ovviamente il cantante la spuntò e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il brano che più di qualunque altro viene associato al famoso passo di danza Moonwalk. Fu proprio durante l’esibizione per il venticinquesimo anniversarsio della Motown che Jackson mostrò al mondo il suo nuovo passo. Eseguirlo durante Billie Jean significò incidere il brano nella storia della musica.

Beat It: L’assolo di van Halen di certo ha reso immortale il brano. Stessa cosa per il video girato ad hoc. Fu l’ultimo brano registrato. Jones consigliò a Michael di registrare un brano rock all’interno di Thriller per evitare che l’album fosse piatto. L’intento era raggiungere il pubblico più ampio possibile. Centro!

Ci furono altri singoli estratti e altrettanti successi:

Thriller: Cosa non si è già detto di questo brano? Videoclip più famoso della storia della musica? Quello che ha cambiato per sempre il modo di fare video musicali? Coreografia conosciuta ai quattro angoli del pianeta? Ebbene sì, tutto questo e molto altro è la traccia che da il nome all’album.

Come detto in precedenza Thriller doveva intitolarsi Give me Starlight ma grazie a Quincy Jones (grazie da parte di tutti), il brano fu letteralmente riscritto. Il risultato non soddisfaceva il produttore che decise di voler dare un’impronta macabra al pezzo. Venne chiamato dunque il compositore Rod Temperton (autore, nello stesso album, anche di Baby be mine e Lady in my life) che scrisse il pezzo in un viaggio in taxi, avvolto e ammaliatò dall’oscurità che avvolgeva la città di Los Angeles. La fortuna (e le intuizioni) però non finirono qui. Il fato volle infatti che un caro amico della compagna di Temperton fosse Vincent Price. Proprio lui, il famoso attore horror che incise il parlato all’interno del brano e la mitica risata finale rendendo così Thriller l’unica canzone dance mai scritta contenente più brividi che note.

Human Nature: Il brano fu scritto da Toto, in particolare da Steve Porcaro. La canzone non superò la scrematura di quelle che avrebbero poi fatto parte del loro album Toto IV. Scritta per sua figlia, la composizione di Porcaro venne portata sul tavolo di Sweiden (capo tecnico), Forgen e Jones da David Paich. I Toto erano completamente immersi nel progetto Thriller e il brano entrò subito nel cuore di Jackson. Fu lui stesso a chiedere ai quattro musicisti di non limitarsi. Di sentirsi come Michelangelo dinanzi la cappella Sistina. Avevano la massima libertà espressiva e Human Nature è stato uno dei brani che non a cui Jackson, in sede live, non rinunciava mai.

Difficile incastrare Thriller in un solo genere.

Come tutte le creazioni di Michael Jackson dal 1978 in poi, esse avranno vita propria. Il rock di Beat it s’incastra perfettamente con il funky di Wanna be startin somethin’; il pop-dance della title track non stona con la delicatezza di Lady in my life. Insomma, l’album riscrisse completamente diversi generi musicali e sopratutto provò come probabilmente non è poi così dannoso mischiare diverse influenze.

Certo, Thriller è probabilmente un unicum. Super produzione, artista di fama mondiale e di indiscutibile talento e estro. Il tutto suonato e prodotto da artisti di prim’ordine.

Thriller esordì all’ 11° posto della Billboard Albums Chart il 25 dicembre 1982 con sole 166.000 copie vendute nel corso della prima settimana di vendite. Bisogna anche saper leggere il dato. In effetti per un artista di colore era un risultato di tutto rispetto ai tempi. Per poter permettere questo infatti, il disco fu lanciato col singolo The girl is mine, brano che grazie al duetto con McCartney riuscì andare in rotazione nelle radio che trasmettevano musica “bianca”. Il vero salto in avanti Thriller lo fece con il lancio del video del singolo Billie Jean: primo posto in classifica per 9 settimane. Un milione di copie vendute a settimana e un disco che fece da traino ad una crisi del settore che era in atto durante quegli anni.

Il disco non fece registrare solo il record di settimane consecutive in vetta (50), è anche quello con più settimane al primo posto nella Billboard 200: 37 settimane.

Thriller rimase in classifica per 412 settimane… dodici anni e mezzo.

Nel 2017 il disco ha vinto il suo ennesimo disco di platino: 33 in tutto.

Ennesimo record, quello di album più certificato nella storia.

Il mito, la leggenda e il personaggio Michael Jackson meriterebbero centinaia e centinaia di articoli.

Le opinioni, le idee e le voci si sono accavallate per decenni sfiorando più di una volta(purtroppo) la fantascienza. Perché quando si parla di M.J. è di questo che bisogna tener conto: la fantascienza. Bisogna però farlo nel senso positivo del termine.La sua musica spesse volte ha raggiunto vette fantascientifiche e Thriller probabilmente è l’esempio massimo. Non so dire se è l’album migliore in assoluto, probabilmente ce ne sono degli altri anche nello stesso catalogo dell’artista. A mio modesto parere però è un album che ha unito persone in tutto il mondo e che ha segnato un’epoca insegnando a tutti che nella musica, ma soprattutto nella vita, mescolare, adattare, sperimentare, crescere e modificarsi, sono aspetti primari. Un disco che sono certo avrà insegnato al metallaro più convinto o al più commerciale tra i viventi, che con la musica, tutta, è possibile sognare e volare, fino a camminare sulla luna.

Emiliano Gambelli

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