Elisabeth Jane Howard, una donna contro gli stereotipi

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Si intitola “Una innocenza pericolosa” la biografia della scrittrice inglese autrice della saga dei Cazalet che sarà presentata Festival della Letteratura di Mantova.

Era una donna bellissima, coraggiosa, che con i suoi libri ha lottato per l’emancipazione delle donne: niente è stato casuale nella vita di Elisabeth Jane Howard, la scrittrice inglese autrice della saga dei Cazalet. Nella sua biografia “Una innocenza pericolosa”, scritta da Artemis Cooper e edita da Fazi, emerge la forza di questo personaggio, alla perenne ricerca dell’amore. Artemis Cooper ha conosciuto personalmente Elisabeth Jane Howard e ne ha subito il fascino, e nel suo lavoro ce la ripropone proprio come lei l’ha vista; una donna magnetica. Morta nel 2014, all’età di 91 anni, ha scritto 15 libri nel corso di una vita dedicata alla scrittura e a molto altro.

Elisabeth Jane Howard ha avuto tre mariti e numerosi amanti. Cercava l’amore, quello vero, e non si è mai stancata di cercarlo. La sua relazione più lunga è stato il matrimonio con lo scrittore inglese Kingsley Amis, molto noto nel suo paese negli anni del loro matrimonio. Questo le ha fatto vivere anni di notorietà come “la moglie di”, ma non ha certo aiutata il suo talento ad emergere. La passione per la scrittura di Elisabeth Jane Howard non è mai stata presa in seria considerazione dallo scrittore inglese, che nella biografia è insopportabile.

Eppure, quasi per una beffa, oggi è lei la star, mentre lui è meno noto. Elisabeth Jane Howard, grazie alla saga dei Cazalet, sta attraversando una fase di grande notorietà. Tra pochi giorni in libreria sarà disponibile l’ultimo capitolo della storia, il quinto, dal titolo “Tutto cambia” e c’è una grande attesa in coloro che hanno divorato i 4 volumi precedenti.

La saga dei Cazalet

Cinque volumi, 2,500 pagine, un racconto che segue la dinastia Cazalet per 40 anni, dagli anni precedenti la seconda guerra mondiale agli anni sessanta. Una storia coinvolgente, che non annoia mai e leggendo la biografia di Elisabeth Jane Howard si capisce perché: è la sua vita ad essere raccontata in quelle pagine, le persone che ha conosciuto, l’esperienze che ha vissuto. Niente appare artificioso, perché ha saccheggiato a piene mani dalla sua vita il materiale che le è servito per raccontare questa lunga storia.

D’altra parte sono tanti gli ingredienti che hanno reso la sua vita affascinante: un’infanzia difficile, la solitudine, la passione per il teatro, la povertà e poi la notorietà. Tante vite vissute da una sola donna, innamorata dell’amore in tutte le sue forme. Nei suoi libri, cercava di proporre un’immagine della donna lontana dagli stereotipi dell’epoca: la donna non si realizza nel matrimonio, e questo è il percorso di tutte le sue eroine. Ed  è anche il motivo che adesso la sta rendendo protagonista di una profonda riscoperta.

Quando Jane era giovane le ragazze venivano educate facendo loro credere che i maschi fossero migliori in tutto; poi, crescendo, erano indotte a pensare che non avrebbero fatto veramente parte del mondo a meno di sposarsi. Gli uomini davano per scontato i propri privilegi: femministe e donne con una professione erano barzellette più che persone alla pari

Le sue eroine vanno lette partendo da questa considerazione. Proponeva un nuovo modello di donna. Amava prendersi cura della casa, cucinare, invitare gli amici, fare giardinaggio: queste attività esaltavano la sua femminilità e le permettevano di comunicare l’amore che aveva per la vita. Faceva parte della sua ricerca del piacere.

Sognava di diventare un’icona come Jane Austen, ma era un personaggio troppo fuori dalle righe per raggiungere quel grado di approvazione generale. Quel che è certo è che sentiremo ancora molto parlare di lei.

Artemis Cooper presenterà la biografia “Un’innocenza pericolosa” al Festival della Letteratura di Mantova il giorno 8 settembre al Convento di Santa Paola con l’evento dal titolo “L’amore si impossessava di lei”.

Silvia Gambi

 

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