Con i libri di Carlo Rovelli la fisica è a portata di tutti

Carlo Rovelli

Dite la verità, quanti di voi a scuola avevano difficoltà a stare dietro a materie come matematica, chimica o fisica?

Carlo Rovelli, fisico teorico membro delI’Institute universitaire de France e dell’Académie internationale de philosophie des sciences, prova a tenderci una mano e a tirarci fuori da quell’incomprensibile universo fatto di numeri, formule e teoremi.
Per farlo ha pubblicato un libro (ne ha fatti diversi a dire il vero) il cui nome è Sette brevi lezioni di fisica (Adelphi). 85 pagine. Tutto qui.
Come è possibile direte voi? Un fisico di fama internazionale, fiore all’occhiello del nostro bel paese che decide di insegnarci la fisica in sole 85 pagine? La fisica non era quella materia pesantissima in cui la gravità non era altro che la forza che ti faceva cadere le ginocchia a terra?

Il bello dell’aver acquistato il suo libro è stato soprattutto questo.

Riscoprirsi interessati e curiosi proprio come un bambino sulle ginocchia di suo padre. Padre che ad ogni perché prova a formulare una risposta per saziare la voglia di sapere dell’infante. Carlo Rovelli sarà il padre di cui sopra. Per chi come me di fisica non ha mai capito nulla, eppure si è sempre posto domande sul mondo e su ciò che lo mostra così come lo vediamo.

Quanto è importante al giorno d’oggi riuscire a parlare di argomenti così complicati in modo da potersi rivolgere ad un pubblico che non ha dimestichezza con la materia?

La domanda è di quelle importanti. La fisica è un campo vastissimo e il libro affronta gli aspetti più rilevanti e affascinanti della rivoluzione che è avvenuta in essa nel XX secolo. Da Albert Einstein, con la sua teoria della relatività generale fino ad arrivare alla probabilità e il calore dei buchi neri, passando per l’architettura dell’universo e l’altra metà delle grandi scoperte in fisica: la meccanica quantistica.

Attraverso una rapida carrellata, Carlo Rovelli è in grado di inserirci dolcemente all’interno del suo mondo. Confortandoci talvolta, come farebbe un bravo professore che vede alcuni alunni guardarlo attoniti. Persi.

Ci sono capolavori assoluti che ci emozionano intensamente, il Requiem di Mozart, l’Odissea, la Cappella Sistina, Re Lear… Coglierne lo splendore può richiedere un percorso di apprendistato. Ma il premio è la pura bellezza. E non solo: anche l’aprirsi  ai nostri occhi di uno sguardo nuovo al mondo.

 

L’impresa è ardua per tutti quelli che vorranno  provare ad intraprenderla.

Leggere questo libro significa, in qualche modo, farsi piccoli. Significa mettersi in religioso silenzio ad ascoltare e a riempirsi di tutte le nozioni e le lezioni che ci vengono impartite. Si capisce molto presto infatti che la fisica siamo anche e soprattutto noi. Ci si rende presto conto, leggendolo, di quanto noi siamo parte di tutto questo evolversi. Di tutto questo divenire e soprattutto sparire.

Leggere questo libro ha un significato più ampio del ben più semplice “esser didattico”. Non credo di esagerare quando affermo che leggere Carlo Rovelli significa in qualche modo mettere in discussione perfino i nostri personali credo “scientifici”. Questo lo si avverte, nella fattispecie, leggendo il suo nuovo libro: L’ordine del tempo (Adelphi).Carlo Rovelli

Pensate intensamente al tempo. A come lo avete concepito fino ad oggi. Al suo scorrere.

Perfetto. Ora prendete il vostro sapere e buttatelo nel cestino. Il concetto di passato, presente e futuro. Il suo essere unico e uniforme. Il nostro viverlo. Dimenticatelo.

Siamo partiti dall’immagine del tempo che ci è familiare: qualcosa che scorre uniforme e eguale in tutto l’universo, nel cui corso avvengono tutte le cose.La realtà scorre dal passato attraverso il presente verso il futuro, e l’evoluzione delle cose è intrinsecamente asimmetrica fra il passato e il futuro. Questa, pensavamo, è la struttura di base del mondo.

Carlo Rovelli ci spiega passo dopo passo, portandoci per mano tra le pagine di un libro, questo si, corposo e ricco di nozioni, tutto quello che non sapevamo sul tempo. Una lettura che, a parer mio, necessita del libro precedente. Se non altro per entrare in confidenza con un certo tipo di vocabolario e di contesto.

Dunque che cos’è il tempo?

Carlo Rovelli, pur spiegandoci che non esiste una vera e propria definizione e che la domanda in se è complicata, poiché prevede un susseguirsi di step, risponde così:

Le cose cambiano, il tempo è un contare il cambiamento delle cose. Il che vuol dire che se non succede niente il tempo non passa.

Dunque non un qualcosa che esiste di per se. Esiste soltanto quando qualcosa cambia. Un concetto che a leggerlo può sembrare semplice ma che è sconvolgente all’interno di una più ampia comprensione del mondo.

I libri sono due successi editoriali. Questo anche grazie al linguaggio semplice, diretto e a tratti poetico con cui Carlo Rovelli ci illustra il suo universo. Un viaggio che parte da quando lui era solo uno studente e che ripercorre anche la sua brillante carriera che lo ha portato, oggi, ad essere uno studioso apprezzato e stimato e l’attuale responsabile del gruppo di ricerca sulla gravità quantistica dell’università di Marsiglia.

Mi piace pensare che il sapere corrisponda sempre ad una crescita. Un arricchimento personale che ci permette di evolvere e di mettere da parte i nostri retaggi e le nostre convinzioni. Tutti i nostri pensieri, le nostre diatribe, i nostri problemi altro non sono che un infinitesimale granello di polvere all’interno di qualcosa di più grande che, a sua volta, è un altro granello di polvere. Ecco, io credo che questo ridimensionamento possa essere una spinta a voler crescere per migliorarsi come umani.

Emiliano Gambelli

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui