I racconti di Salvatore Di Gigli, uno spaccato di umanità

salvatore di gigli

Esce il nuovo libro di racconti di Salvatore di Gigli Santi, briganti, passanti. Storia di gente comune e di gente non comune edito da Kinetès edizioni che ha pubblicato i lavori dei vincitori del Premio Letterario Internazionale AnticaPyrgos.

Di Gigli, decretato vincitore della sezione racconti brevi del Premio da una autorevole Giuria presieduta da Antonio Veneziani, è un autore già conosciuto nel panorama letterario.

Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, Testimoni Oculari; successivamente Il Vangelo maledetto, 2016 (Premio Scrittori con Gusto dell’Accademia Res Aulica di Bologna) e L’innocenza depredata, 2018, noir psicologico che affronta il problema della sessualità in ambito religioso.

Santi, briganti, passanti. Storie di gente comune e non comune sono otto racconti brevi proiettati su argomenti vari.

Dalla storia di ascendenza biblica lo scrittore si trasferisce in ambiti contemporanei che riguardano la quotidianità per sorvolare poi su argomenti storici di grande fascino come la storia della brigantessa Michelina Di Cesare.

Quest’ultimo racconto è stato definito dal critico e filologo Salvatore Nigro un racconto che andrebbe letto e studiato nelle scuole di scrittura.

Particolarmente curato nella veste editoriale grazie all’impegno della giovane ma promettente Kinetès, casa editrice spin-off dell’Unisannio, il libro riporta in auge l’importanza del racconto come filone stilistico che soprattutto in America sta vivendo un momento di grande attenzione; auspichiamo che lo stesso avvenga in madrepatria.

I racconti di Di Gigli vanno letti lentamente, soprattutto quando si giunge alle ultime righe. Queste possono trasformare, non solo il valore intrinseco in tutto il narrato, ma persino l’aura che lo avvolge.

La preziosità del racconto breve si rivela come un esercizio di scrittura vera e consapevole attraverso epoche e situazioni che può regalarci spaccati di realtà surreali o prosaici dimostrando che la natura umana può riscattare la sua condizione o rimanere fatalmente incastrata nell’arco di un respiro, come scrive la nostra redattrice Antonella Rizzo, prefatrice del libro.

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