Ti spiego come funziona il cuore… Forse!

ibri sull'amore La meccanica del cuore

C’è una teoria che può spiegare i sentimenti? Il protagonista del nuovo romanzo di Frank Iodice, La meccanica dei sentimenti, la cerca, la trova, ne dimostra la fallibilità.

“Da dove vuoi incominciare?”. “Dalla tua presentazione sull’amore”. “La mia è una ricerca sui sentimenti. L’amore non è un sentimento, ma un’invenzione di Hollywood”.

Ed effettivamente i migliori (ma anche i peggiori o i mediocri) scrittori, sceneggiatori, artisti, non solo di Hollywood ma di tutto il mondo, si sono cimentati nell’impresa di rappresentare o raccontare cosa sia l’amore. Ci proviamo noi nella vita di tutti i giorni quando vogliamo fare una dichiarazione o per spiegare ciò che proviamo. Ma se siamo alla ricerca di una spiegazione, probabilmente, la cosa più giusta da fare è prendere in prestito i famosi versi montaliani – “Codesto solo oggi possiamo dirti,/ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”- e dire cosa l’amore non è. La definizione di che cosa sia amore la costruiamo giorno dopo giorno, storia dopo storia, cambiamento dopo cambiamento. Eppure, alle volte la nostra idea può essere inquinata da ciò che la società ci dice sull’amore.

Frank Iodice parla di “Ingranaggio” (con la maiuscola) a proposito di quei meccanismi sociali che ci dicono come vivere la nostra vita. E anche come amare.

Tutto questo nel suo nuovo romanzo, La meccanica dei sentimenti, pubblicato dalla casa editrice Eretica. Protagonista del libro è Giovanni Marealto, un cardiologo romano che, abbandonata la sua professione, si è dedicato alla ricerca di una teoria sui sentimenti umani. Ciò che incuriosisce l’uomo è l’origine biologica delle emozioni. La sua scoperta lo avvicina al mondo accademico e ben presto gli viene chiesto di tenere un ciclo di conferenze in merito. Marealto è un uomo cresciuto con una madre libertina e dal carattere molto forte. È continuamente attratto dal genere femminile che lo porta a stringere più relazioni contemporaneamente. Tradendo la moglie Eda, Giovanni frequenta anche una prostituta, Resi, e la ricercatrice di pietre preziose Galatea. Sarà quest’ultima a introdurlo in un giro criminale che sfrutterà la ricerca di Marealto in maniera imprevedibile.

Anche se al lettore non viene mai del tutto rivelata la teoria di Marealto, il libro ci dà un’idea abbastanza chiara di quanto sia complicato parlare di sentimenti.

“(…)Da dove nascono le emozioni? È vero che ci distinguono dagli animali o sono soltanto un fatto fisico, una specie di meccanismo involontario che le ridurrebbe tutte sullo stesso piano(…)? (…) E quando ci sentiamo bene parlando con qualcuno e ci diciamo, lei, o lui, è la persona giusta, perché diamo a quella sensazione una definizione precisa, come l’amore, e decidiamo che se lo proviamo per quel qualcuno non possiamo provarlo per qualcun altro?”.

Durante la lettura viene da chiedersi se sia giusto parlare d’amore solo in merito a ciò che la società o la cultura ci ha abituato a pensare come tale. Ma La meccanica dei sentimenti ci porta soprattutto a riflettere su ciò che abbiamo già definito “Ingranaggio“. Quanto siamo condizionati nelle nostre scelte dalle usanze o dalla morale? Vivere secondo questi schemi ci aiuta a essere felici oppure siamo solamente schiavi di un sistema? E come vive chi sceglie di rimanerne fuori (come Marealto)? L’interpretazione sta al lettore, visto che personaggi non riescono a trovare una pacifica risoluzione (e non è detto che ci sia).

Di certo, la storia ci mostra che l’Ingranaggio è talmente radicato nell’esistenza che è quasi impossibile fuggirne il risucchio. Marealto vive la propria vita sentimentale ignorando definizioni o tabù. Cerca di sottrarsi alla “morale comune”, sia dal punto di vista lavorativo (ha lasciato la sua professione), che affettivo. È affascinato dalla possibilità di capire i meccanismi delle emozioni, ma alla fine la sua teoria sarà sfruttata dal desiderio di ricchezza che caratterizza il mondo capitalista e lui stesso sarà vittima delle sue scelte.

La narrazione in terza persona segue i diversi protagonisti della vicenda, mostrandoci caratteri e pensieri che li animano.

Sono quasi tutti personaggi rotti, infelici, travolti dalla passione. Non è facile empatizzare con loro. Marealto è sicuramente il centro della narrazione, il personaggio meglio delineato. Un uomo cinico, che appare sconclusionato, incapace di riconoscersi un’identità definita. Ovviamente, nasconde una profonda sofferenza con cui lui stesso non riesce a fare i conti. È interessante che il dolore da lui provato lo porti inizialmente alla ricerca del come funzionano le cose. Questo tentativo di rendere meccanico e schematico qualcosa come le emozioni che sono tutto meno che meccaniche e schematiche è proprio indice di una coscienza tormentata da qualcosa che non riesce a spiegarsi.

La sua vicenda ci dimostra che non sempre basta sapere il perché delle cose. La scoperta delle cause è sempre e solo il punto d’inizio. Soprattutto quando si parla di emozioni. Marealto lo scoprirà a proprie spese.

L’infelicità che caratterizza i personaggi di La meccanica dei sentimenti si riflette negli spazi in cui si muovono e che danno il titolo ai diversi capitoli.

La storia si svolge in luoghi di Parigi piccoli, pericolosi o in decadenza. L’hotel Majestic è lo spazio principe della storia. Un albergo che da 5 stelle viene declassato a 4. Un posto che dietro il lusso nasconde camere riservate a prostitute e ai loro clienti e che viene diretto da un uomo dall’aspetto spiacevole, viscido e più propenso a morire che non a vivere. Spesso si parla della “puzza” dei luoghi visitati, come se i personaggi (e i lettori con loro) annusassero le proprie sofferenze e il marcio causato dall’Ingranaggio.

La meccanica dei sentimenti è un libro che si fa leggere d’un fiato, dallo stile semplice, anche se curato. Una riflessione su ciò che l’amore non è, su come sia difficile definirlo, ma come sia sempre fulcro e motore della vita.

Ed è proprio per questo che non si può smettere di parlarne o di viverlo.

Federica Crisci

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