“L’Artigogolo”, la prima antologia teatrale di ChiPiùNeArt

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La nuova drammaturgia trova un altro modo per farsi conoscere.

Il pomeriggio di sabato 7 novembre si tinge del calore di un’atmosfera familiare. Al Lumiére Prati di Roma si sono ritrovati i partecipanti del DOIT Festival, vincitori e nomine speciali per il premio Artigogolo. Con la soddisfazione di un primo passo, Adele Costanzo – direttore editoriale di ChiPiùNeArt Edizioni- ha presentato il primo volume della neonata raccolta di nuova drammaturgia. Un progetto assolutamente raro, a fronte di un panorama teatrale contemporaneo che non circola al di fuori dello spazio del palco. L’obiettivo è chiaro: permettere a questi testi di lasciare una memoria accessibile al pubblico, consultabile e disponibile come documento di un periodo creativo. È chiaramente un intento nobile ed un investimento rischioso. Il primo numero, appena pubblicato, racchiude i seguenti lavori:
  • Sacrificio del Fieno di Michela Giudici e Alessandro Veronese;
  • #salvobuonfine di Giancarlo Nicoletti;
  • Il dubbio del mattino di Sandro Bi;
  • Antigone 1945 di Mirko Di Martino;
  • Uomini Terra Terra di Giorgio Cardinali;
  • Superfici di Gabriele Galloni;
  • Il carcere è stato inventato per i poveri, con la regia di Daria Veronese e con i testi scritti dai detenuti della sezione penale del Carcere di Rebibbia.

Gli autori, piacevolmente sereni, hanno avuto modo di leggere alcune anteprime, fino anche a recitarle nell’ambiente raccolto del bistrot.

Ad iniziare questo cammino di divulgazione erano state Cecilia Bernabei e Angela Telesca, nello spazio del Teatro Due. Considerando le sorti delle strutture teatrali italiane, escluse per la quasi totalità dagli investimenti pubblici, è difficile immaginare la data di una prossima edizione del Festival. Dovesse restare un evento unico, avrebbe in fondo poco valore sia come collana che come occasione per esordienti. I nostri migliori auguri vanno a Cecilia Bernabei e Adele Costanzo e alla loro intenzione di garantire una continuità al progetto. Se dunque il comportamento ministeriale e governativo ha per lungo tempo frenato nei teatri più grandi la sperimentazione, costituendo una sorta di freno economico alla creatività, la casa editrice dà esempio di un tipo contrario di investimento. Speriamo che col tempo, allargando la sfera degli interessati, la nuova drammaturgia possa trovare un proprio spazio editoriale e catalogare in sé quell’epoca del piccolo, vivace teatro che va ormai avanti da decenni. 
Gabriele Di Donfrancesco

Nato a Roma nel 1995 da famiglia italo-guatemalteca, è un cittadino di questo mondo che studia Lingue e Lettere Straniere alla Sapienza. Si è diplomato al liceo classico Aristofane ed ama la cosa pubblica. Vorrebbe aver letto tutto e aspira un giorno ad essere sintetico. Tra le sue passioni troviamo il riciclo, le belle persone, la buona musica, i viaggi low cost, il teatro d'avanguardia e la coerenza.

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