“Il sale della terra”: il cruento romanzo di Jeanine Cummins

Il sale della terra Jeanine Cummins

Il sale della terra è un libro di Jeanine Cummins pubblicato in Italia da Feltrinelli.

Jeanine Cummins, in questo romanzo cruento, descrive la dura realtà dei migranti latinoamericani – che tentano la traversata del continente per raggiungere gli Stati Uniti – intrecciandola con una storia ansiogena e coinvolgente da cui il lettore non riesce a staccarsi. Tutto ha inizio ad Acapulco, una città del Messico che ci fa subito venire in mente immagini da cartolina: spiagge di sabbia finissima, mare cristallino e palme che si muovono grazie alla brezza. Ma oggi la perla del Pacifico è molto diversa dalla città presente nell’immaginario collettivo: il narcotraffico è la causa principale degli omicidi, delle dimostrazioni intimidatorie di efferata violenza, degli spargimenti di sangue che si compiono quotidianamente.

Il sale della terra: l’Odissea di una madre e di un figlio

In questa città messicana vive Lydia, che si divide tra la sua libreria e la famiglia costruita con il marito Sebastián, giornalista, e il figlio Luca, otto anni, un’intelligenza fuori dal comune e una grandissima passione per la geografia. La vita di Lydia sarà letteralmente sconvolta da un giorno all’altro, quando un commando di uomini armati del Cartello irrompe alla Quinceañera della nipote e uccide tutti i suoi cari. Nascosti in bagno, solo Lydia e Luca si salvano dalla carneficina, e per loro inizia una lunga, difficile ed estenuante fuga verso gli Stati Uniti. Nella loro Odissea Lydia e Luca dovranno prendere la via dei migranti: questo comporta anche salire sulla Bestia, il treno merci su cui i migranti si arrampicano al volo rischiando di finire investiti, stritolati o mutilati.

Madre e figlio riusciranno a raggiungere il confine? I sicari li troveranno? E perché il boss dello Stato del Guerrero li vuole uccidere?

Il sale della terra: la recensione

Questo romanzo è prima di tutto un libro coinvolgente da cui è difficile staccarsi. Pagina dopo pagina il lettore o la lettrice si sente totalmente assorbito dalla narrazione e dalle vite dei protagonisti, ai quali si sente irrimediabilmente vicino. La narrazione presenta tutti gli elementi del classico thriller: un cattivo implacabile; una corsa contro il tempo per la salvezza; un bambino prodigio (Luca ha un “senso intrinseco della sua posizione sul globo, come un GPS umano, che si fa strada attraverso l’universo”); un’attrazione fatale. Ma Il sale della terra non è soltanto questo.

Si tratta di un libro che ci emoziona in modo cruento, violento e a volte crudele, perché ci costringe a guardare ciò che non ignoriamo ma di cui spesso ci dimentichiamo: la difficoltà delle esistenze dei migranti, costretti, loro malgrado, ad abbandonare la terra natia per cercare di sopravvivere in un Paese “migliore”.

Il sale della terra dovrebbe essere un romanzo da proporre nelle scuole dei Paesi occidentali, perché descrive la dura vita del migrante, impegnato in una traversata ai limiti della dignità umana nella speranza di poter riconquistare la sua perduta libertà.

I migranti, presentati da alcuni politici come predatori e delinquenti, sono le vere vittime e, quando e se arrivano a destinazione, hanno bisogno di compassione, non di disprezzo. Ne hanno passate talmente tante che non sono più abituati alla gentilezza, quando la trovano, degli esseri umani.

Quando arrivano, sono esausti. La città garantisce una buona assistenza ai migranti e questo […] crea un po’ di problemi a Luca. Non riesce a spiegarsi la gentilezza sincera degli sconosciuti. Sembra impossibile che le persone buone vivano nello stesso mondo in cui gli uomini uccidono intere famiglie alle feste di compleanno e poi se ne stanno lì in mezzo ai cadaveri a mangiare il loro pollo. Ogni volta che prova a conciliare i due fatti dal cervello di Luca esce solo un brusio confuso.

Il sale della terra è una lettura difficile, perché affronta apertamente temi pesanti come la corruzione della polizia, l’ingiustizia, la crudeltà dell’essere umano, la metabolizzazione del lutto, la lotta per la libertà e per la vita. Jeanine Cummins crea un trauma così immenso e intenso che non possiamo fare a meno di lasciarci trascinare dalla forza del suo pathos.

È tra le letture imperdibili dell’anno.

Valeria de Bari

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