“Slittamenti” di Gabriele Galloni, un libro che arriva ai sensi

slittamenti

Slittamenti, di Gabriele Galloni, è un libro che arriva alla percezione dei sensi con movimento ascendente, come nella dinamica di  un rapporto amoroso. 

Poesie che partono dal basso ventre, dall’intestino come luogo vulnerabile agli insulti emozionali fino ad arrivare al cuore, in un percorso lineare.  I versi vengono poi ulteriormente mondati dagli artifici inutili della parola-tappezzeria fino a giungere alla cima razionale. L’intelletto agile e nevrile si fa beffa quindi delle tempeste servili dell’amore, del sesso, delle relazioni umane.

Gabriele Galloni, poeta e musicista, è nato a Roma nel 1995 e Slittamenti è la sua prima pubblicazione per Augh Edizioni, una casa editrice del gruppo editoriale Alter Ego.

Quando un poeta legge un altro poeta cerca, sperando di mantenere la propria individualità, quella cifra comune che scaturisce l’approvazione spontanea o la lontananza dalla sorgente univoca. Leggendo Slittamenti, la raccolta poetica d’esordio del giovane Galloni ho riflettuto sulla nullità delle indicazioni dispensate quando si cerca di inquadrare un fenomeno letterario, l’inconsistenza di certi impianti intellettuali, il ritorno continuo all’abitudine del pregiudizio. Questo perché la poesia dell’autore è sostanzialmente formata e possiede una coerenza interna, un imprinting che lo solleva da raccomandazioni fondate sul pretestuoso alibi della giovinezza, come sinonimo di frutto acerbo.

Un frutto da cogliere con attenzione, semmai, la rivelazione di una Poesia autentica fino al midollo.

Antonio Veneziani, autore della bella prefazione definisce Gabriele Galloni “figlio della tradizione lirica” e nessuna espressione è così felicemente azzeccata come questa per il poeta, che ha saputo declinare la sua eredità naturale nel migliore degli esordi.

In quattro tempi, così si compone l’opera, nasce e si conclude un’esistenza che di giovane ha la torbida inclinazione a schiantarsi rovinosamente nell’esperienza epicurea, nel contatto con la carnalità del sottosuolo.

Ma è un’anima atemporale quella che si confronta con l’incidente umano, e disincantata, perché coglie la futilità del feticcio, della fissazione all’oggetto, della guerra ideologica.

Galloni ha, in questo senso, un atteggiamento e una scrittura matura che non rivela la sua età anagrafica. Spero che questo scongiuri lo scetticismo tout court che ho spesso osservato imbattendomi nella critica relativista di alcuni; critica che palesa probabilmente solo un invito ad essere rincorsi come obiettivi sensibili nella crescita poetica.

È giù negli interstizi di

tempo tra i minimi

e i massimi che accade

l’irreparabile 

Un concetto senza possibilità di appello, lapidario, di rigore scientifico.

Ricorda una formula di fisica quantistica quando con estrema semplicità spiega l’origine dei fatti e lo squilibrio fatale delle forze.

Esse, liberando energia,  determinano l’esplosione creativa.

Ognuna delle intense dichiarazioni termina con un’affermazione fatale, rassegnata apparentemente ma custode di un seguito appena accennato per una predisposizione spiccata alla saggezza dei folli.

La poesia di Gabriele Galloni affonda le radici nella scuola romana; ha saputo però trovare una sua cifra che lo rende riconoscibile emancipando il ritmo in sequenze di grande modernità musicale, come fosse un brano sincopato o un contrattempo, cioè un effetto ritmico ottenuto ponendo le note sugli accenti deboli e le pause sugli accenti forti.

Ed è proprio in questo momento di quiete passeggera che gli Slittamenti del poeta danno spazio alla coscienza di Sé:

dei nostri giorni calcolammo il peso,

grazia successiva ed eventuale.

Se il buongiorno si vede dal mattino, la Poesia di Gabriele Galloni non si avvierà presto al tramonto.

 

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Slittamenti di Gabriele Galloni

www.aughedizioni.it

ISBN 9788893431705

Euro 9,90

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Antonella Rizzo

 

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