Perché “tifo” Maria Grazia Calandrone allo Strega 2021

calandrone splendi come vita
Foto di Enzo Maniccia

Il motivo per il quale “tifo” Maria Grazia Calandrone al Premio Strega 2021 con il suo Splendi come vita, edizioni Ponte alle Grazie è uno e trino, per usare un termine dogmatico.

Non voglio cadere nella retorica della scrittura di genere, nonostante io abbia sempre considerato il linguaggio femminile come rappresentativo di un potere creativo assoluto e totale in chiave antropologica, senza ricorrere a un manifesto ideologico e categorizzante. Cose che si rappresentano senza didascalie inutili, pena l’inefficacia dell’azione e il dissolversi di quel potenziale atomico che un verbo declinato al femminile può scatenare, come migliaia di crepe sui muri della coscienza.

Splendi come Vita al Premio Strega 2021

Come sosteneva Judith Butler il femminismo è stato vittima dell’errore madornale di considerare le donne come una categoria astorica dalle caratteristiche comuni, approccio che rinforza la visione binaria delle relazioni di genere. Ma il libro della Calandrone ha tutte le caratteristiche per affrontare un discorso nuovo sull’etica della cura, paradigma vacillante e pregno di grande sofferenza e conflittualità.

Non un semplice rimando a un vissuto personale ma la dimensione centrata del rapporto fuori/dentro con la forma circolare dell’abbraccio materno che avvolge e strangola, attira e respinge in un dualismo emozionale che sovente precipita le donne in un gorgo infernale, vittime di un tabù straziante costrette a metabolizzare solo quando la morte decreta la fine di un legame indispensabile ed impossibile.

Si tratta di una strada accidentata da percorrere verso la consapevolezza di donna, figlia e madre. Un processo dicotomico edulcorato da una morale omologante che regola la stabilità di rapporti complessi e che liquida la questione del seno cattivo di Melanie Klein nella responsabilità individuale, amplificando la solitudine.

Il fatto che Maria Grazia Calandrone sia una poeta costituisce un continuum con l’arringa precedente e non è un caso che la trascendenza venga dal maneggiare liricamente la scrittura, che oggi diventa sempre più simile alla cronaca che alla letteratura. Il distinguo è netto e il valore aggiunto che la scrittrice apporta alla narrazione è uno stacco netto dal tecnicismo strutturato e amorfo di molti scrittori contemporanei. L’ars poetica è l’antidoto alla distruzione della Parola, alla superbia descrittiva, al distacco strategico tra significato e significante; l’opera della Calandrone si manifesta nel coraggio, mai nell’indeterminazione.

L’ultimo punto riunisce tutti i precedenti e può espresso con un’unica parola: autenticità. Ci sarebbe da dire troppo e forse mai abbastanza nel mare magnum della letteratura, strozzata nella rigidità autoreferenziale e fasulla dei soloni.

Splendi come vita rovescia una tavola preziosamente imbandita senza preoccuparsi delle conseguenze e soprattutto senza l’arroganza costruita di chi vuole suscitare lo stupore per esercizio narcisistico. Ecco la lettura di una tenerezza sofferta e mai completamente dichiarata per l’inesorabile destino di tutti i rapporti: l’appartenenza alla condizione umana che deve fare i conti con l’impossibilità di godere di una felicità piena, velata da quel masochismo sottile che concepisce la percezione della vitalità attraverso il dolore e la lontananza.

Grazie a Maria Grazia Calandrone alla quale auguriamo di raggiungere la vetta con il suo Splendi come vita.

Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio 3 e regista per CorriereTV. Ha vinto i premi Montale, Pasolini, Trivio, Europa, Dessì e Napoli per la poesia, Bo-Descalzo per la critica letteraria. Fra i suoi ultimi libri, Serie fossile (Crocetti,2015), Gli scomparsi. Storie da “Chi l’ha visto”? (Pordenonelegge, 2016), Il bene morale (Crocetti, 2017), Giardino della gioia (Mondadori,2019). Porta in scena il videoconcerto Corpo reale. Ha curato la rubrica di inediti Cantiere Poesia per Poesia (Crocetti). Suoi libri e sillogi sono tradotti in molte lingue. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche, carceri, DSM. Il suo sito è www.mariagraziacalandrone.it.

Il suo ultimo romanzo Splendi come vita è inserito nella dozzina del premio Strega 2021.

Antonella Rizzo

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