“Per amore del mondo”: Bompiani pubblica le parole più belle dei Nobel per letteratura

nobel per la letteratura
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Un ricco volume che raccoglie i discorsi dei premi Nobel per la letteratura nell’arco di quasi un secolo

Al momento del conferimento del premio Nobel per la letteratura dell’Accademia di Svezia, è consuetudine che gli scrittori premiati pronuncino un discorso. Dapprima si trattava di qualcosa di breve (“il discorso del banchetto”) ma col tempo gli scrittori hanno iniziato a prendere più spazio. Alcuni autori sono stati brevi, altri si sono prodotti in vere e proprie lezioni. Il risultato è stato una serie di affascinati discorsi che riassumono la visione della letteratura e del mondo dei premiati. Il volume “Per amore del mondo. I discorsi politici dei premi Nobel per la letteratura” (Bompiani 2018, a cura di Daniela Padoan) raccoglie 39 di questi discorsi. In un arco temporale che va dal 1921 (Anatole France) al 2015 (Svetlana Aleksievič), il libro ripercorre le tappe dei più grandi scrittori del Novecento. Il criterio di selezione è stato quello di scegliere discorsi “che privilegiano un sentimento di responsabilità verso gli uomini”.

Un affresco del Novecento

Le voci degli scrittori dipingono innanzi tutto un grande affresco del Novecento. Come lo ha definito Octavio Paz nel suo discorso del 1990:

“Raramente i popoli e gli individui hanno sofferto tanto: due guerre mondiali, dispotismi nei cinque continenti, la bomba atomica e, infine, la moltiplicazione di una tra le istituzioni più crudeli e mortifere che gli uomini abbiano conosciuto, il campo di concentramento. I benefici della tecnica moderna sono innumerevoli, ma è impossibile chiudere gli occhi davanti alle carneficine, alle torture, alle umiliazioni, al degrado e alle altre sofferenze patite da milioni di innocenti nel nostro secolo”.

E da diversi discorsi traspare quanto sia importante il legame tra storia e letteratura.

Storia e letteratura

In effetti a pensare alle tragedie, le guerre, le dittature del Novecento, non stupisce che le pagine degli scrittori ne siano piene. Dice Gabriel García Márquez nel suo discorso che non è servita molta fantasia o ispirazione per scrivere, date certe circostanze:

“Una realtà che non è di carta ma che vive dentro di noi, determinando ogni istante delle nostre innumerevoli morti quotidiane, e che nutre una sorgente di creatività insaziabile, colma di sventura e di bellezza, della quale questo colombiano errante e nostalgico non è più che un’altra cifra estratta dalla sorte. Poeti e mendicanti, musicisti e profeti, guerrieri e malandrini – tutte creature di quella realtà violenta – abbiamo dovuto chiedere molto poco alla nostra fantasia, perché per noi la sfida maggiore è stata l’inadeguatezza dei mezzi convenzionali a rendere credibile la nostra vita. Questo è, amici, il nodo della nostra solitudine”. (1982, “La solitudine dell’America Latina”) 

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La sopravvivenza della letteratura

Ma se il Novecento ha ispirato spontaneamente romanzieri e poeti infervorandone gli animi, ha anche rischiato di estinguere la letteratura. Dice Svetlana Aleksievič nel suo discorso:

“Nell’immediato dopoguerra Theodor Adorno, sconvolto, dichiarava: “Scrivere una poesia dopo Auschwitz, è un atto di barbarie”. Il mio maestro, Ales Adamovič, che vorrei ricordare qui oggi con gratitudine, riteneva allo stesso modo che scrivere opere in prosa sugli orrori del XX secolo fosse un atto empio. Qui non poteva esserci più spazio per l’invenzione. La verità dev’essere restituita così com’è. Occorrerebbe una sorta di “super-letteratura”. A parlare deve essere il testimone.” (2015, “Sulla battaglia persa”)

Nonostante tutto, questi discorsi sono la prova che la letteratura non solo è riuscita a sopravvivere all’orrore, ma ha cercato e cerca tuttora di alleviarlo in varie forme.

 

Davide Massimo

 

Davide Massimo
Sono nato e cresciuto a Roma, dove ho conseguito presso La Sapienza-Università di Roma una laurea triennale in “Lettere Classiche” e una laurea magistrale in “Filologia, Letterature e Storia del mondo antico”. La mia più grande passione sono i libri e la letteratura di ogni epoca e paese (non solo classica), le biblioteche, i manoscritti, i libri antichi e rari. Ho studiato teoria musicale e pianoforte per diversi anni. Tra le mie altre passioni ci sono i viaggi, la fotografia e il cinema.

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