Il Premio Parole rende omaggio a due giovani poeti contemporanei

Premio Parole 2017

Il 15 settembre si è svolta la premiazione della prima edizione del Concorso Parole, dedicato alla poetica di Amelia Rosselli. Il Premio è ispirato e dedicato a uno dei più bei libri di poesia del Novecento italiano.

Antonia Pozzi scrisse questa raccolta giovanissima, si diede la morte infatti a soli ventisei anni; era nata nel 1912. Parole, uscito postumo nel 1939, ha avuto una vita strana ma con l’andar del tempo è diventato un vero caposaldo della poesia, un libro di culto.

A inquadrarlo ancora più fortemente bastano queste parole proprio di Antonia Pozzi: “Vivo della poesia come le vene vivono del sangue”.

Il Premio è dedicato ad autori che non abbiano superato i trentacinque anni e per questa prima edizione sono stati premiati due talentuosi autori: Gabriele Galloni e Claudio Marrucci. Entrambi gli autori sono già noti nel mondo della narrativa e hanno ricevuto numerosi consensi dalla critica letteraria.

Gabriele Galloni è un giovanissimo autore nato a Roma nel 1995. Studia Lettere Moderne all’Università “La Sapienza” e Slittamenti per Augh Edizioni è la sua prima pubblicazione.

Antonio Veneziani scrive di lui nella prefazione al suo libro: “Figlio della tradizione lirica, Galloni scrive appunti e mette su pagina segni e abbozzi di mappe. I suoi versi sono le molliche di Pollicino, che attraverso una parola pura ritrova la strada per un reale illuminato dal sogno. Attraverso slittamenti continui, di verbo e di esistenza, il poeta emigra, insieme al suo lettore, in un bosco di parole, dove, ad ambedue, ci si augura venga restituito il maltolto”.

premio parole

Claudio Marrucci è invece scrittore e ispanista ha pubblicato il suo primo libro a sedici anni, Una Sorda Rabbia, in una collana diretta da Antonio Veneziani.

Da allora, pubblica racconti e poesie in varie antologie: Peccati VenialiNecrostarLa manutenzione della carne, Il resto è poesiaLa congiura dei poeti, Pronti Per EinaudiIl rosso e il neroBuon Natale e felice anno nuovo.

Ha curato la monografia Antonio Veneziani, ideato e co-diretto la rivista underground di arte e letteratura Ciclostile, occupandosi di molti personaggi della cultura internazionale. Ricordiamo Toni Morrison, Elie Wiesel, Pedro Almodóvar, Annie Proulx, Edmund White. In italiano ha tradotto Reinaldo Arenas, Matilde Cabello, Robert Louis Stevenson, Lewis Carroll, D.H. Lawrence, Frey Faust, María Teresa León, Federico García Lorca, Wallada Bint Al-Mustafki. 

Ha curato inoltre una raccolta di arringhe dell’anarchico Pietro Gori e un’antologia di racconti su San Francesco. Le ultime pubblicazioni sono Miles, poesie in presa diretta Fusibilia libri e Ammettiamo che l’albero parli  Edizioni Fahreneit.

La premiazione ha avuto luogo in una delle splendide sale del complesso della Rocca dei Papi di Montefiascone, durante il M.A.F, in uno splendido complesso che vanta una storia di assoluto protagonismo negli edifici d’arte italiani.

A premiare è stata la presidentessa del Premio, Antonella Rizzo, che ha consegnato i premi consistenti in bellissimi libri d’arte. Le oere sono state realizzate da artisti visivi contemporanei: Emanuela Del Vescovo, Simone Lucciola, Silvia Valeri, Antonio Veneziani. Ad allietare la serata gli intermezzi pianistici di Theo Allegretti  con Memorie del principio, un viaggio musicale nei primordi del pensiero filosofico presocratico.

Premio ParoleAbbiamo rivolto ai due premiati una domanda che chiarisse il senso profondo del loro sentirsi Poeti:

Che senso ha, per un giovane, scrivere poesia in una società improntata solo sul valore dell’immagine?

Gabriele Galloni: Per un giovane non so che senso abbia scrivere. Non so nemmeno che senso abbia per me, a parte il godimento estetico che ne traggo. Ci rifletterò negli anni a venire. Chissà: magari diverrà materiale per qualche mio saggio senile.

Claudio Marrucci: Non parlerei di immagini ma di simulacri: nulla di ciò che ci è proposto è autentico, persino i corpi delle modelle vengono ritoccati per essere “più perfetti”. La poesia, oggi, non può che essere la riscoperta dell’autenticità, quindi della bellezza.

Alla prossima edizione del Premio.

 

 

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