Daniel Defoe in pillole | Classici della letteratura inglese

I romanzi di Defoe hanno guadagnato una grande popolarità e sono stati fondamentali nello sviluppo del romanzo come forma letteraria, a partire da Robinson Crusoe.

Chi era Daniel Defoe?

Daniel Defoe nasce nel 1660 da una famiglia presbiteriana, gli vengono insegnate solo le lingue moderne e la scienza empirica. Cresce in un ambiente, dunque, molto razionale.
Dapprima tenta la strada del commercio, che gli procura una certa mobilità sociale, poi si dedica all’attività giornalistica e diviene un commentatore sociale, dirigendo una testata politica ed economica. 

Pubblica poi dei manuali di condotta feroci e ironici e per uno di questi viene imprigionato. Un personaggio influente lo ingaggia come agente segreto e lo invia in giro per l’Inghilterra. Ma è con i romanzi che acquisisce la sua fama

Muore nel 1731 e ad oggi è considerato uno dei padri del romanzo inglese.

Il romanzo nel Settecento

Il Settecento si identifica principalmente con il genere letterario del romanzo, che in inglese si chiama novel. Possiamo definire banalmente il novel come uno scritto lungo, in prosa, che rappresenta una finzione. Il novel è la perfetta sintesi tra romance (ovvero le storie fantastiche totalmente inventate, in voga nel Seicento) e history (fatti realmente accaduti) in quanto tratta di storie d’invenzione fantastica ma con personaggi realistici e situazioni plausibili. 

Moll Flanders

Moll Flanders è un romanzo pubblicato da Defoe 1722 che traccia il percorso di una donna che partendo da una condizione misera riesce a raggiungere una vita prospera e rispettabile, attraverso una serie di peripezie (seduzione, matrimoni, crimini, prigionia, deportazione). 

Abbiamo già parlato di Moll Flanders in questo articolo sul nostro sito, nella rubrica #DosiDiEroine:

Robinson Crusoe

Il romanzo più famoso di Defoe è Robinson Crusoe, tratto da una vicenda reale, seppur con molte modifiche, e presentato come una storia vera. Il romanzo è stato pubblicato nel 1719 e narra di un naufragio di un uomo solo su un’isola deserta e presenta il tema della straordinaria capacità di sopravvivenza dell’uomo che riesce a cavarsela nella difficile situazione che gli si presenta. Robinson Crusoe è esempio concreto di come l’individualità dell’uomo sia il centro dell’attività letteraria del secolo.

Un redattore anonimo presenta il racconto delle incredibili avventure di un uomo, Robinson Crusoe, figlio di una famiglia agiata, che ha davanti a sé un futuro di uomo di legge o di commerciante. Ma il desiderio di vedere il vasto mondo lo assilla al punto che, ignorando le raccomandazioni paterne, si imbarca su una piccola nave, diretto a Londra. Dopo un duro apprendistato e mille peripezie (compresa la cattura da parte dei pirati e la rocambolesca fuga), si stabilisce in Brasile. 

Quando decide di ripartire alla volta dell’Africa, la nave affonda. Unico sopravvissuto, Robinson rimarrà per ventotto anni su un’isola deserta, lottando per non perdere la vita e la ragione. Il tempo trascorso da solo sull’isola è perciò produttivo. Riesce a costruirsi un rifugio, pianta mais e riso, impara persino a fare il pane da solo.

Un giorno, Crusoe scopre un’impronta sulla sua riva e si rende conto di non essere solo: ci sono cannibali sull’isola. Salva un giovane nativo da loro e lo nomina Friday. Gli insegna l’inglese e lo converte persino al cristianesimo.

Qualche tempo dopo, una barca inglese piena di marinai giunge a riva. Il capitano accetta di portare a casa Crusoe, che torna in Europa in compagnia di Friday. Quando Crusoe si sposa, nei suoi ultimi anni visita l’isola nostalgicamente.

Il film “Cast Away”

Nel 2000 è uscito il famoso film “Cast Away”, diretto da Robert Zemeckis e con protagonista Tom Hanks, liberamente ispirato a Robinson Crusoe.

Vuoi vedere il video riassunto di questo articolo?

https://www.youtube.com/watch?v=AuznCbZYQM8&feature=youtu.be

Veronica Bartucca

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