Classici della letteratura inglese: Jonathan Swift in pillole

Jonathan Swift è considerato uno dei più importanti autori di lingua inglese, famoso per l’impiego di un genere letterario molto particolare: la satira.

Chi era Jonathan Swift?

Jonathan Swift nacque in una povera famiglia irlandese. Suo padre morì mesi prima della sua nascita e sua madre tornò in Inghilterra poco dopo il parto, lasciandolo alle cure di suo zio a Dublino. Nel 1689, dopo l’abdicazione di Giacomo II e l’invasione dell’Irlanda, Swift, come molti altri protestanti, fu costretto a trasferirsi in Inghilterra, ma tornò in Irlanda dopo qualche anno.

Nel 1713 divenne il capo della resistenza contro l’oppressione britannica. Le sue idee politiche sono la chiave per leggere le sue opere: queste attaccavano gli inglesi ma sempre indirettamente tramite una sottile ironia.

Famosa è A modest proposal del 1729 in cui sottolinea il problema della povertà e dell’arretratezza dell’Irlanda del periodo e propone, con amaro sarcasmo, che il problema dei genitori poveri potrebbe essere risolto con la vendita dei loro figli come cibo per i ricchi. 

Il genere della satira

L’abbiamo nominata diverse volte, ma cos’è davvero la satira come genere letterario? Con questo termine, generalmente si intende ciò che tratta di vizi, contraddizioni e follie del genere umano e della società con lo scopo di prenderle in giro o, ancora meglio, di condannarle.

In A modest proposal di Swift, di cui abbiamo accennato poco più sopra, l’autore usa un mix grottesco ma potente di ironia e parodia. Swift propone una soluzione ad un serio problema, ovvero la povertà e la fame, tramite un’analisi razionale: i bambini irlandesi che muoiono di fame potrebbero essere venduti come cibo ai ricchi inglesi. La proposta “modesta” ovviamente non può realizzarsi, in quanto brutale e selvaggia, ma avrebbe perfettamente senso.

I viaggi di Gulliver

Il titolo originale è Gulliver’s travels ed è una satira sotto forma di racconto di viaggio. Il protagonista è il dottor Lemuel Gulliver, un medico di bordo.

Il libro è strutturato in quattro viaggi separati che il protagonista affronta per caso, in seguito a naufragi e altre peripezie.

Nel primo viaggio Gulliver si imbatte nella organizzatissima società dei Lillipuziani, piccole creature vanitose che credono che la loro bassa statura sia l’unico standard possibile contro cui il mondo deve essere misurato.

Troviamo l’elemento della differenza di statura anche nel secondo viaggio, in cui Gulliver si ritrova nella terra dei giganti Brobdingnags, per mostrare quanto la percezione di noi stessi dipende dalle norme che ci vengono imposte e diamo per scontate.

Nel suo terzo viaggio Gulliver arriva a Laputa, un’isola che fluttua per via del magnetismo. Il protagonista scopre che gli abitanti di Laputa sono interessati solo a nozioni astratte ed è proprio la distanza con la realtà che fa sì che l’isola voli.

Nell’ultimo viaggio, Gulliver si trova nella terra dei Houyhnhnms, cavalli intelligentissimi che hanno come schiavi gli Yahoo, che si riveleranno essere creature molto simili agli esseri umani. Gulliver si sente umiliato da come i suoi simili vengono trattati ma allo stesso tempo è affascinato dall’intelligenza dei cavalli. Di nuovo, quindi, un cambio di prospettiva fa sì che Gulliver si renda conto che gli uomini non sono la specie dominante.

Tornando in Inghilterra, Gulliver si rende conto di provare disgusto per gli essere umani e di preferire la compagnia dei cavalli a loro.

Il libro sembra quindi una semplice storia d’avventura, in realtà invece si tratta di una satira sociale sulle istituzioni, sulla politica e sui valori inglesi. 

Il film “I fantastici viaggi di Gulliver”

Nel 2010 è uscito il film “I fantastici viaggi di Gulliver” diretto da Rob Letterman con protagonista lo spassosissimo Jack Black nei panni di Gulliver. L’ambientazione è moderna ma rimane lo spirito di Jonathan Swift! Guarda qui il trailer:

Veronica Bartucca

Leggi l’uscita precedente di Letteratura inglese in pillole:

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