Festivaletteratura di Mantova 2017: arte, cultura e buon cibo

festivaletteratura mantova

Il Festivaletteratura di Mantova, anche quest’anno, ha fatto registrare numeri di capogiro. Con buona pace di chi crede che l’editoria e la cultura siano spacciate.

Dopo l’anno scorso, al termine dell’edizione del ventennale, Festivaletteratura è tornato a un numero di eventi più contenuto, allargando la sua presenza a tutto il perimetro della città, ma non per questo le presenze sono diminuite, anzi.

Per l’edizione 2017 sono stati ben 62 mila i biglietti staccati e 60 mila le presenze stimate agli incontri gratuiti, per un totale di 122 mila. La ventunesima edizione, che si è tenuta da mercoledì 6 a domenica 10 settembre 2017, è stata un grande successo. Tra gli ospiti internazionali di maggiore richiamo vanno ricordati sicuramente Chimamanda Ngozi Adichie, scrittrice nigeriana divenuta punto di riferimento per la lotta contro il razzismo e per i diritti delle donne e il femminismo, lo statunitense George Saunders, autore per Feltrinelli di romanzi di grande successo, la giallista Elizabeth George, il cinese Yu Hua, più volte candidato al Nobel e apprezzata firma del New Yorker, la scrittrice inglese per ragazzi Frances Hardinge, oltre ai ritorni di Arturo Pérez-Reverte, Richard Mason ed Elizabeth Strout.

festivaletteratura mantova

Tantissimi eventi e buon cibo: da Saunders a Recalcati

Ogni evento è stato letteralmente preso d’assalto e, nonostante la buona volontà e la caparbietà dei volontari, non era possibile far entrare tutti ovunque. I temi trattati sono stati i più vari: si va della filosofia degli schermi di Mauro Carbone (Filosofia-schermi, Raffaello Cortina), che con Stefano Catucci e Patrizio Roversi ha parlato di come il digitale ha alterato il nostro modo di vedere il mondo, ai libri riletti e consigliati da grandi autori, come George Saunders che con Federico Taddia ha parlato nella bellissima location di Palazzo Castiglioni dei Racconti di Isaak Babel’.

munari

Grande folla anche per Massimo Recalcati (I tabù del mondo, Einaudi), che ha parlato di una società che non sembra conoscere più l’ombra tetra del tabù, né il senso del limite che l’esistenza del tabù indicava. E dopo un pranzo a base di tortelli di zucca e sbrisolona, gli amanti dell’arte hanno potuto apprezzare presso la Galleria Corraini la mostra “Bruno Munari – Codice ovvio”.

Una esposizione che raccoglie molti dei tasselli della vita e dell’arte di Munari (sculture da viaggio, macchine inutili, libri per bambini, ritratti di forchette, positivi negativi…), tra “Macchine inutili” e “Sculture da viaggio”, “Negativi-positivi” e “Forchette parlanti”, “Xerografie originali” e alcune delle sue più celebri creazioni nell’ambito del design e dell’arredamento.

Senza dimenticare ovviamente i libri, il mezzo espressivo che, prima del dipinto e dell’oggetto, spesso Munari preferì come luogo per depositare e sedimentare il proprio pensiero. Il nostro viaggio a Mantova, tra libri, arte e buona cucina si è concluso nella Basilica Palatina di Santa Barbara, dove abbiamo ascoltato il sociologo De Masi parlare della fine del lavoro e dei cambiamenti che inevitabilmente ci troveremo ad affrontare (Lavoro 2025, Marsilio).

Appuntamento per il 2018, dal 5 al 9 settembre, di nuovo a Mantova, di nuovo per parlare di libri e di cultura!

 

Valeria Martalò

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